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Chi cura giardini, parchi e aree verdi per mestiere vive immerso in un ambiente che, agli occhi di chi guarda da fuori, sembra fatto solo di verde rilassante e aria pulita. Nella pratica quotidiana, però, il lavoro del giardiniere e del paesaggista professionista è tra i più fisicamente esigenti che esistano: ore all’aperto in ogni stagione, contatto continuo con polline ed erba tagliata, sforzo ripetuto di braccia e schiena, esposizione al sole per gran parte della giornata lavorativa. È un mestiere che richiede al corpo una resistenza che raramente viene raccontata.

Il polline non è un fastidio di primavera soltanto per chi ci lavora dentro

Per la maggior parte delle persone, la stagione dei pollini dura poche settimane e si gestisce restando il più possibile al chiuso nelle giornate critiche. Per chi lavora tutto il giorno tra prati, siepi e alberature, questa strategia semplicemente non esiste: tagliare l’erba, potare le siepi, movimentare foglie e sfalci significa rimettere in circolo nell’aria proprio quelle particelle che scatenano le reazioni allergiche stagionali, e farlo respirando a pieni polmoni durante uno sforzo fisico. Chi soffre di rinite allergica e lavora nel verde lo sa bene: la stagione critica per un giardiniere professionista può estendersi da fine inverno fino all’autunno inoltrato, seguendo la fioritura delle diverse specie vegetali con cui lavora ogni giorno.

Il sole è un compagno di lavoro, non solo un piacere

Le ore centrali della giornata, quelle in cui il sole è più alto, sono spesso le ore in cui il lavoro all’aperto è più intenso: tagli, potature, trasporto di attrezzi e materiali. L’esposizione prolungata richiede attenzione concreta, non solo una crema solare applicata la mattina e dimenticata: cappello, maniche lunghe nei momenti più caldi, pause programmate all’ombra quando possibile, e soprattutto un’idratazione costante durante tutto il turno, non solo quando si avverte la sete.

Schiena, spalle e ginocchia: le vere protagoniste silenziose del mestiere

Chinarsi per estirpare erbacce, sollevare sacchi di terriccio e concime, usare attrezzi a motore che vibrano per ore, lavorare per lunghi tratti in posizioni scomode tra aiuole basse o siepi alte: sono tutti gesti che, ripetuti quotidianamente per anni, mettono sotto pressione le stesse articolazioni. I giardinieri e i paesaggisti più esperti imparano presto l’importanza di alternare i movimenti, di piegare le ginocchia invece della schiena quando si solleva un peso, di cambiare spesso attrezzo o postura per non sovraccaricare sempre le stesse zone del corpo.

Mani che lavorano la terra tutto l’anno

Il contatto continuo con terra, umidità, attrezzi da taglio e, nei mesi più freddi, con l’acqua gelida delle irrigazioni, mette a dura prova la pelle delle mani, spesso screpolata e secca anche sotto i guanti da lavoro. È un dettaglio che chi non fa questo mestiere raramente considera, ma che per chi lo vive ogni giorno è parte integrante della routine: guanti adatti al tipo di lavoro, creme protettive alla fine della giornata, attenzione a piccoli tagli e abrasioni che in un ambiente a contatto con la terra vanno sempre disinfettati con cura.

Un mestiere stagionale nel ritmo, costante nell’impegno fisico

Il lavoro del verde ha un’intensità che cambia con le stagioni — più intenso in primavera ed estate, diverso ma non meno faticoso in autunno e inverno con la potatura e la preparazione del terreno — ma l’impegno fisico non si ferma mai davvero. Chi sceglie questo mestiere per passione, come spesso accade, impara con il tempo che prendersi cura del proprio corpo con la stessa attenzione dedicata alle piante non è un vezzo, ma una condizione necessaria per continuare a farlo bene, stagione dopo stagione.

Sole, sforzo fisico e minerali che si perdono con la sudorazione

Chi lavora all’aperto per ore, tra sole diretto e sforzo fisico continuo, perde più facilmente magnesio e potassio con la sudorazione: due minerali che contribuiscono alla normale funzione muscolare, essenziale per chi solleva, scava e pota per gran parte della giornata. La vitamina C, oltre a contribuire alla normale funzione del sistema immunitario, contribuisce anche alla riduzione di stanchezza e affaticamento.

Chi trascorre le proprie giornate lavorative all’aperto può valutare, nell’ambito di una dieta varia ed equilibrata, un supporto con Magnesio e Potassio o Vitamina C della linea Noebis Pharma.