Il chitosano è spesso associato, nella comunicazione commerciale, a promesse legate al peso. Nel quadro normativo europeo, però, l’unica indicazione sulla salute autorizzata riguarda un tema diverso: il colesterolo. Ecco cosa sapere prima di leggere un’etichetta.
Che cos’è il chitosano
È un polisaccaride ottenuto dalla chitina, il componente strutturale dell’esoscheletro dei crostacei (gamberi, granchi) e della parete cellulare di alcuni funghi. Per uso alimentare può quindi avere origine animale o fungina: l’etichetta dovrebbe permettere di capirlo.
Il claim autorizzato
Il Regolamento (UE) 432/2012, sulla base del parere EFSA pubblicato su EFSA Journal 2011;9(6):2214, autorizza:
«Il chitosano contribuisce al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue».
Condizione: l’alimento deve fornire un apporto giornaliero di 3 g di chitosano, e il consumatore va informato che l’effetto benefico si ottiene con 3 g al giorno.
Cosa non si può dire
Nell’elenco dei claim autorizzati non esistono indicazioni sul chitosano relative a dimagrimento, “cattura dei grassi” o controllo del peso. Un’etichetta conforme parla solo del mantenimento di livelli normali di colesterolo, alla dose prevista. Diffida di messaggi che promettono di “bloccare i grassi del pasto” o di far perdere peso.
Attenzione agli allergeni
Quando è ottenuto da crostacei, il chitosano rientra tra gli ingredienti derivati da uno degli allergeni che, per il Reg. (UE) 1169/2011, devono essere evidenziati in etichetta. Chi è allergico ai crostacei deve verificarne l’origine; esistono anche chitosani di origine fungina. In caso di terapie in corso, è sempre opportuno confrontarsi con medico o farmacista.
Leggere la dose
3 g al giorno sono una quantità considerevole: capsule da poche centinaia di milligrammi richiedono molte unità per raggiungerla. Se la dose giornaliera indicata è inferiore, il prodotto non può riportare il claim. Per un confronto con altre fibre che hanno claim sul colesterolo, vedi Pectine: i due claim autorizzati dall’EFSA e Fonte di fibre e ricco di fibre.
Fonti
- Regolamento (UE) n. 432/2012 della Commissione, allegato – voce “Chitosano” (EUR-Lex).
- EFSA NDA Panel. Parere scientifico sulle indicazioni relative al chitosano. EFSA Journal 2011;9(6):2214.
- Regolamento (UE) n. 1169/2011, allegato II (sostanze che provocano allergie o intolleranze).
Contenuto a scopo informativo: non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano.



