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Lungo i canali d’irrigazione delle risaie indiane, nelle paludi tropicali e in molte zone umide dell’Asia, dell’Africa e persino delle Americhe, cresce una piccola pianta strisciante dalle foglie carnose e dai fiorellini bianco-violacei che da millenni occupa un posto speciale nella medicina tradizionale ayurvedica: la Bacopa monnieri, conosciuta in India con il nome sanscrito di Brahmi.

Cos’è la Bacopa monnieri

La Bacopa monnieri appartiene alla famiglia delle Plantaginaceae ed è una pianta erbacea perenne, acquatica o semi-acquatica, che si sviluppa a pelo d’acqua o su terreni fangosi e costantemente umidi. Il suo fusto è sottile e strisciante, capace di radicare ai nodi, mentre le foglie, piccole e succulente, hanno una forma ovale che le rende facilmente riconoscibili. I fiori, piccoli e delicati, possono essere bianchi o tendenti al lilla.

Proprio per il suo habitat acquatico, la Bacopa monnieri viene talvolta chiamata anche “issopo d’acqua”, anche se non ha alcuna parentela botanica con il vero issopo. È diffusa in India, Sri Lanka, Cina meridionale, Vietnam, Nepal e in diverse zone umide subtropicali del pianeta, dove viene raccolta sia allo stato spontaneo sia coltivata per uso erboristico.

Brahmi: un nome antico, una tradizione millenaria

Il nome “Brahmi” deriva da Brahma, la divinità della creazione nell’induismo, e riflette il ruolo di rilievo che questa pianta ha sempre avuto nella cultura e nella medicina tradizionale del subcontinente indiano. Testi classici della medicina ayurvedica, come la Charaka Samhita e la Sushruta Samhita — trattati che risalgono a molti secoli fa e che rappresentano ancora oggi un riferimento storico per questa disciplina — menzionano la Bacopa monnieri tra le piante impiegate nella tradizione per il benessere generale.

Va precisato un punto che genera spesso confusione: in alcune regioni dell’India il nome popolare “Brahmi” viene utilizzato anche per indicare la Centella asiatica, una pianta botanicamente diversa e appartenente a un’altra famiglia. Quando si acquista un prodotto a base di Brahmi, quindi, è sempre buona norma verificare il nome botanico completo (Bacopa monnieri) per evitare equivoci tra le due piante, che hanno composizione chimica e tradizioni d’uso distinte.

I composti attivi: i bacosidi

L’interesse della ricerca fitochimica verso la Bacopa monnieri si concentra soprattutto su un gruppo di saponine triterpeniche note come bacosidi, tra cui il bacoside A e il bacoside B sono i più studiati. Accanto a questi, la pianta contiene anche flavonoidi, alcaloidi in tracce (come la brahmina) e altri composti minori tipici delle piante appartenenti a questa famiglia botanica.

La concentrazione di bacosidi può variare sensibilmente in base alla provenienza geografica della pianta, al periodo di raccolta e al metodo di essiccazione ed estrazione utilizzato: per questo motivo, negli estratti standardizzati impiegati in erboristeria e negli integratori, viene solitamente indicata la percentuale di bacosidi totali come parametro di riferimento della qualità della materia prima.

Cosa dice la ricerca scientifica

La Bacopa monnieri è una delle piante della farmacopea ayurvedica più studiate dalla ricerca scientifica moderna, con diversi studi clinici randomizzati controllati pubblicati negli ultimi decenni su riviste internazionali di fitoterapia. Questo filone di ricerca ha esplorato in particolare gli effetti dei bacosidi a livello di sistema nervoso centrale, un ambito di studio che ha attirato l’attenzione di gruppi di ricerca in diversi paesi.

È importante essere trasparenti su un punto: al momento l’EFSA (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare) non ha approvato claim salutistici specifici per la Bacopa monnieri nell’ambito del Regolamento (CE) 1924/2006 sui claims nutrizionali e sulla salute. Questo significa che, dal punto di vista regolatorio europeo, non è consentito attribuire a questa pianta o ai suoi estratti effetti specifici e verificati sulla salute umana. Gli studi disponibili, per quanto numerosi, presentano spesso eterogeneità nei protocolli, nei dosaggi e negli estratti utilizzati, e la comunità scientifica concorda sulla necessità di ulteriori ricerche standardizzate prima di poter trarre conclusioni definitive e generalizzabili.

Quello che si può dire con certezza è che la Bacopa monnieri rimane oggetto di un interesse scientifico crescente e continuativo, che si inserisce nel più ampio filone di studio delle piante della tradizione ayurvedica applicate con metodo scientifico contemporaneo.

Sicurezza e precauzioni d’uso

Come per tutte le piante ad uso tradizionale, anche per la Bacopa monnieri vanno rispettate alcune accortezze. Le saponine contenute nella pianta possono, in alcuni soggetti sensibili, essere associate a disturbi gastrointestinali lievi come nausea o crampi, specialmente se assunta a stomaco vuoto o a dosaggi elevati. Sono stati descritti in letteratura anche possibili effetti sulla frequenza cardiaca a dosaggi molto alti, dato che va tenuto presente da chi soffre di patologie cardiache.

La Bacopa monnieri può inoltre interagire con farmaci per la tiroide e con farmaci ad azione colinergica: chi segue terapie farmacologiche in corso dovrebbe sempre parlarne prima con il proprio medico o farmacista di fiducia. L’uso in gravidanza e allattamento non è raccomandato per assenza di dati di sicurezza sufficienti in queste condizioni specifiche.

Domande frequenti

Bacopa monnieri e Brahmi sono la stessa cosa?
Nel nome botanico sì, ma il termine popolare “Brahmi” in alcune zone dell’India viene usato anche per la Centella asiatica: controllare sempre il nome scientifico in etichetta evita confusioni.

Da dove derivano gli estratti utilizzati in erboristeria?
Solitamente dalle parti aeree della pianta (foglie e fusti), essiccate e poi lavorate per ottenere estratti standardizzati in bacosidi.

Chi dovrebbe evitarla o usarla con cautela?
Chi è in gravidanza o allattamento, chi segue terapie per la tiroide o farmaci colinergici, e chiunque abbia patologie cardiache dovrebbe sempre confrontarsi con un medico o un farmacista prima di assumerla.


Noebis Pharma è un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.