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Clorella: cos’è, cosa dice la ricerca e come leggere l’etichetta

Sugli scaffali di farmacie, erboristerie e negozi online la clorella compare spesso accanto alla spirulina, come se fossero due varianti della stessa cosa. In realtà sono organismi diversi, con una storia di studi diversa e con precauzioni d’uso che non coincidono. In questa guida vediamo che cos’è la clorella, in che modo viene inquadrata dalla normativa europea, che cosa hanno misurato le meta-analisi più recenti e quali informazioni cercare in etichetta prima di valutare un integratore.

Che cos’è la clorella

La clorella è una microalga verde unicellulare d’acqua dolce appartenente al genere Chlorella. Negli integratori si incontrano soprattutto la Chlorella vulgaris e la Chlorella pyrenoidosa (oggi classificata da alcuni autori come Auxenochlorella pyrenoidosa), a cui si aggiungono altre specie meno diffuse. Il prodotto finale è in genere una polvere o una compressa ottenuta dalla biomassa essiccata.

Alcune schede prodotto parlano di «parete cellulare rotta» o «lavorata». È un’informazione dichiarata dal produttore, riferita al processo di lavorazione della biomassa: va letta come tale, non come una garanzia di effetto.

Clorella e spirulina: non sono la stessa cosa

La spirulina (Arthrospira) è un cianobatterio, cioè un organismo procariote chiamato «alga blu-verde» per ragioni storiche. La clorella è invece una vera microalga eucariote verde. Le due compaiono spesso insieme negli studi clinici e in alcune meta-analisi, ma questo non significa che producano gli stessi effetti. Se vuoi approfondire l’altra metà del confronto, trovi una guida dedicata alla spirulina e a cosa serve.

Come è inquadrata dalla normativa europea

Il Catalogo europeo dei novel food riporta diverse specie del genere Chlorella (tra cui C. vulgaris, C. pyrenoidosa, C. sorokiniana e Jaagichlorella luteoviridis) come «non novel» per gli integratori alimentari, cioè come specie con storia di consumo documentata nell’Unione prima del 1997. Lo stato può variare per specie e per uso (integratore o alimento), per cui è sempre utile verificare quale specie è dichiarata in etichetta e controllare la voce corrispondente nel Catalogo.

Che cosa dice la ricerca

La clorella è stata studiata soprattutto per parametri come colesterolo, pressione, glicemia e composizione corporea. I risultati delle meta-analisi non sono univoci:

  • Rischio cardiovascolare (2017). Una meta-analisi di 19 studi randomizzati con 797 partecipanti, pubblicata su Clinical Nutrition, ha riportato riduzioni medie del colesterolo totale (circa 9 mg/dl), del colesterolo LDL (circa 8 mg/dl), della pressione sistolica (circa 4,5 mmHg), diastolica (circa 1,6 mmHg) e della glicemia a digiuno (circa 4 mg/dl), senza variazioni significative di trigliceridi, colesterolo HDL e indice di massa corporea. Gli effetti sulla pressione e sui lipidi risultavano più evidenti con trattamenti di almeno otto settimane e dosi superiori a 4 g al giorno.
  • Profilo lipidico (2022). Una seconda meta-analisi su 10 studi e 539 adulti (Complementary Therapies in Medicine) ha confermato una riduzione di colesterolo totale e LDL, ma non di trigliceridi e HDL. Gli autori fanno notare che solo due studi su dieci avevano determinato contenuto, purezza e contaminazione dell’integratore usato.
  • Un quadro più prudente (2025). Una meta-analisi pubblicata su Nutrients nel 2025, che ha considerato 12 studi sulla clorella, ha invece riscontrato un effetto neutro sulla pressione arteriosa e sui lipidi.
  • Peso e composizione corporea (2025). Una revisione di 61 studi su alghe (spirulina e clorella insieme), uscita su Nutrition Reviews, ha trovato riduzioni piccole di indice di massa corporea (circa 0,27 kg/m²) e di peso (circa 0,8 kg), con un livello di certezza delle prove giudicato da basso a molto basso.

Come si leggono dati così diversi? In primo luogo, le dosi variano molto da uno studio all’altro; in secondo luogo, i prodotti usati non sono sempre caratterizzati con la stessa precisione; infine, gli effetti sono in genere modesti e di significato clinico incerto. È un’area in cui servono altri studi ben condotti, e in cui nessuno dei risultati citati autorizza a presentare la clorella come un rimedio.

Vale la pena sottolineare anche che questi studi misurano parametri come colesterolo, pressione o peso. Espressioni generiche come «depurativo» o «detox», che compaiono spesso nelle schede commerciali, non descrivono nulla di ciò che le meta-analisi citate hanno effettivamente misurato.

Precauzioni e interazioni

  • Anticoagulanti orali (warfarin). La clorella contiene vitamina K, e nelle banche dati di interazioni erboristiche sono segnalati casi isolati di riduzione dell’effetto del warfarin dopo l’inizio di un integratore di clorella. Il principio generale, per chi assume warfarin, è mantenere costante l’apporto di vitamina K (come discusso in un caso clinico pubblicato su Nutrition Journal): per questo l’avvio di un integratore che ne contiene va sempre concordato con il medico. Un tema affine è trattato nell’articolo su vitamina K2 MK-7 e anticoagulanti.
  • Qualità del prodotto. Le microalghe sono biomasse coltivate in ambienti diversi. Come segnalato anche dagli autori di una delle meta-analisi, non tutti i prodotti studiati erano caratterizzati per contenuto, purezza e contaminazione: conviene preferire prodotti con produttore identificabile, lotto e specie chiaramente indicati.
  • Tollerabilità. Come per ogni integratore nuovo, possono comparire disturbi digestivi o reazioni individuali. In caso di sintomi è sensato sospendere e consultare il medico o il farmacista.
  • Situazioni particolari. In gravidanza, allattamento, in età pediatrica, in presenza di patologie o terapie farmacologiche, il parere del medico viene prima di qualsiasi integratore.

Come leggere l’etichetta di un integratore di clorella

  • Specie. Deve essere indicata con il nome scientifico (per esempio Chlorella vulgaris). Se è assente, il prodotto è poco trasparente.
  • Quantità. Cerca i milligrammi di clorella per compressa e per dose giornaliera indicata. Le dosi riportate negli studi variano molto e non coincidono necessariamente con quelle dei prodotti in commercio: la regola pratica è non superare la dose riportata in etichetta.
  • Forma e lavorazione. Polvere, compresse o capsule; eventuali indicazioni su lavorazione della parete cellulare sono dichiarazioni del produttore.
  • Altri ingredienti. Controlla eccipienti, antiagglomeranti e eventuali associazioni con altri ingredienti (per esempio spirulina).
  • Avvertenze. Verifica le indicazioni per gravidanza, allattamento, anticoagulanti e altre terapie.
  • Promesse. Diffida delle frasi che attribuiscono alla clorella effetti precisi sulla salute senza richiamare un claim autorizzato: lo stato dei claim si controlla sul Registro UE.

Domande frequenti

La clorella è uguale alla spirulina?

No. La spirulina è un cianobatterio, la clorella è una microalga eucariote verde. Hanno composizione e storia di studi diverse e possono presentare precauzioni diverse.

La clorella è un novel food?

Il Catalogo europeo dei novel food riporta diverse specie di Chlorella come non novel per gli integratori alimentari. Lo stato può variare per specie e uso, perciò conviene controllare la voce specifica.

Quanta clorella si assume al giorno?

Dipende dal prodotto. Le dosi usate negli studi variano molto e non vanno trasformate in obiettivi personali: la dose da seguire è quella indicata in etichetta, e in presenza di terapie o patologie conviene chiedere al medico o al farmacista.

Si può associare ai farmaci?

Non sempre. Chi assume anticoagulanti come il warfarin deve parlarne con il medico prima di iniziare, per via del contenuto di vitamina K. Anche per altre terapie è meglio chiedere un parere.

In sintesi

La clorella è una microalga d’acqua dolce con una storia di consumo documentata in Europa e un corpo di studi in crescita, ma con risultati ancora incoerenti: alcune meta-analisi riportano piccoli miglioramenti di colesterolo e pressione, altre un effetto neutro. Per orientarsi, conta la qualità del prodotto, la specie dichiarata, la dose in etichetta e il confronto con il medico quando si assumono farmaci. Se vuoi valutare un prodotto, leggi composizione, dose, avvertenze e disponibilità, e parlane con il tuo farmacista.

Le informazioni di questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

Fonti