Il sale è uno degli ingredienti più discussi quando si parla di pressione arteriosa. In Europa esiste un claim autorizzato su questo tema, ma non riguarda un integratore o un alimento “speciale”: riguarda la riduzione del sodio negli alimenti.
Il claim autorizzato
Il Regolamento (UE) n. 432/2012 (testo consolidato) riporta per gli alimenti a basso o a ridotto contenuto di sodio:
“La riduzione del consumo di sodio contribuisce al mantenimento di una normale pressione sanguigna.”
Il claim può essere usato solo per alimenti che rispettano l’indicazione nutrizionale “a basso contenuto di sodio/sale” oppure “a tasso ridotto di sodio/sale” del Reg. (CE) 1924/2006. Il parere scientifico di riferimento è dell’EFSA (EFSA Journal 2011;9(6):2237).
Le soglie in etichetta
- “A basso contenuto di sodio/sale”: non più di 0,12 g di sodio (o l’equivalente in sale) per 100 g o 100 ml. Per le acque diverse dalle minerali naturali valgono limiti specifici.
- “A tasso ridotto di sodio/sale”: una riduzione di almeno il 25% rispetto a un prodotto simile (per la maggior parte degli altri nutrienti la soglia è il 30%).
In etichetta la tabella nutrizionale riporta il sale, non il sodio: per convenzione il sale si calcola come sodio × 2,5 (Reg. UE 1169/2011). Quindi 0,12 g di sodio corrispondono a 0,3 g di sale per 100 g.
Da dove arriva il sodio
Buona parte del sodio che assumiamo non viene dalla saliera ma da alimenti trasformati: pane, formaggi, salumi, piatti pronti, snack salati, salse. Leggere la tabella nutrizionale e confrontare prodotti simili è il modo più concreto per ridurlo.
Sodio e potassio
Anche il potassio ha un claim sulla pressione: “il potassio contribuisce al mantenimento di una normale pressione sanguigna”, utilizzabile solo quando il prodotto ne contiene una quantità significativa (almeno il 15% del VNR per porzione). Frutta, verdura e legumi ne sono le fonti principali.
Cosa questo claim non dice
- Non dice che un alimento “abbassa la pressione” o cura l’ipertensione.
- Non riguarda i sostituti del sale a base di potassio, che vanno valutati con il medico in caso di malattie renali o terapie che influenzano il potassio.
- Non sostituisce le indicazioni del medico in caso di pressione alta.
In sintesi
Ridurre il consumo di sodio contribuisce al mantenimento di una normale pressione sanguigna. Il claim è riservato agli alimenti “a basso contenuto di sodio/sale” (massimo 0,12 g di sodio per 100 g o 100 ml) o “a tasso ridotto” (almeno -25% rispetto a un prodotto simile).
Fonti
- Regolamento (UE) n. 432/2012 della Commissione, testo consolidato, allegato: voci “Alimenti a basso o a ridotto contenuto di sodio” e “Potassio”.
- Regolamento (CE) n. 1924/2006, testo consolidato, allegato: indicazioni “A basso contenuto di sodio/sale” e “A tasso ridotto di [nome della sostanza nutritiva]”.
- Regolamento (UE) n. 1169/2011, allegato I (sale = sodio × 2,5).
- EFSA NDA Panel, EFSA Journal 2011;9(6):2237.
Contenuto divulgativo: non sostituisce il parere del medico.



