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HPMC (idrossipropilmetilcellulosa): i due claim EFSA

Chi legge le etichette degli integratori conosce l’idrossipropilmetilcellulosa (HPMC, additivo E464) soprattutto come materiale delle capsule vegetali. Meno noto è che la stessa sostanza, assunta in quantità di alcuni grammi, rientra tra le fibre per cui il Regolamento (UE) 432/2012 ha autorizzato due indicazioni sulla salute.

Che cos’è l’HPMC

È una cellulosa modificata: si parte dalla cellulosa vegetale (di solito da legno o cotone) e si sostituiscono alcuni gruppi ossidrilici con gruppi metilici e idrossipropilici. Il risultato è una fibra solubile in acqua fredda e non digeribile, che forma soluzioni viscose. Nell’industria alimentare è usata come addensante, emulsionante e filmante; in quella degli integratori per le capsule e per il rivestimento delle compresse.

I claim autorizzati dal Reg. (UE) 432/2012

Le due indicazioni si basano sul parere EFSA pubblicato su EFSA Journal 2010;8(10):1739:

  • «Il consumo di idrossipropilmetilcellulosa durante un pasto contribuisce alla riduzione dell’aumento del glucosio ematico dopo tale pasto». Condizione: 4 g di HPMC per porzione quantificata consumata nell’ambito del pasto; il consumatore va informato che l’effetto si ottiene così.
  • «L’idrossipropilmetilcellulosa contribuisce al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue». Condizione: apporto giornaliero di 5 g di HPMC.

In entrambi i casi il Regolamento richiede un’avvertenza sul rischio di soffocamento in caso di assunzione scorretta (difficoltà di deglutizione o liquidi insufficienti) e la raccomandazione di assumerla con abbondante acqua.

Lo stesso parere EFSA valutava anche richieste su funzione intestinale e sazietà, che non figurano tra le indicazioni autorizzate.

Perché una capsula vegetale non “conta”

Un guscio di capsula in HPMC pesa in genere meno di un decimo di grammo. Anche assumendo diverse capsule al giorno si resta lontanissimi dai 4-5 g richiesti: per questo un integratore non può attribuirsi i claim sopra solo perché è confezionato in capsule vegetali. Le dosi utili si raggiungono con preparati specifici in polvere o con alimenti formulati allo scopo.

Anche qui il linguaggio è vincolato: si parla di riduzione dell’aumento della glicemia dopo il pasto e di mantenimento di livelli normali di colesterolo, non di trattamento del diabete o dell’ipercolesterolemia.

Precauzioni

  • Assumere sempre con abbondante acqua.
  • Introdurre gradualmente le dosi elevate per ridurre gonfiore o fastidi intestinali.
  • Chi assume farmaci, in particolare per la glicemia, dovrebbe confrontarsi con il medico prima di aggiungere fibre viscose in grammi, anche per la tempistica delle assunzioni.

Le altre fibre con claim

Per confronto: i beta-glucani e le pectine hanno indicazioni analoghe su colesterolo e glicemia post-prandiale, con dosi diverse; il chitosano solo sul colesterolo. Le soglie per dichiarare un prodotto “fonte di fibre” sono spiegate in questo approfondimento.

Fonti

  • Regolamento (UE) n. 432/2012 della Commissione, allegato – voci “Idrossipropilmetilcellulosa (HPMC)” (EUR-Lex).
  • EFSA NDA Panel. Scientific Opinion on the substantiation of health claims related to hydroxypropyl methylcellulose (HPMC) (ID 812, 814, 815, 2933). EFSA Journal 2010;8(10):1739.

Contenuto a scopo informativo: non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano.

Approfondimento correlato: alfa-ciclodestrina e il claim EFSA sulla glicemia dopo il pasto.