Se si dovesse scegliere l’amminoacido più semplice tra i venti che compongono le proteine del corpo umano, la risposta sarebbe la glicina: una molecola piccola, presente ovunque nell’organismo, eppure quasi mai al centro dell’attenzione rispetto a nomi più noti come la creatina o la taurina. Vale la pena capire cos’è davvero, da dove arriva e che ruolo gioca, senza cadere né nell’eccesso di entusiasmo né in un ingiustificato disinteresse.
Cos’è la glicina
La glicina è un amminoacido non essenziale, il che significa che l’organismo è in grado di sintetizzarla autonomamente a partire da altri composti, principalmente nel fegato, a partire dalla serina e dalla treonina. È l’amminoacido strutturalmente più semplice tra tutti: la sua catena laterale è costituita da un solo atomo di idrogeno, una particolarità che le conferisce una notevole flessibilità e le permette di inserirsi in punti della struttura proteica dove amminoacidi più ingombranti non potrebbero stare.
Proprio per questa capacità di sintesi endogena, la glicina non rientra tra i nutrienti per cui la normativa europea prevede un’indicazione di fabbisogno giornaliero specifico, a differenza di vitamine e minerali. È tuttavia considerata da parte della comunità scientifica un amminoacido “condizionalmente essenziale”: in situazioni di crescita intensa, gravidanza, stress metabolico o traumi, la sola produzione interna potrebbe non bastare a coprire il fabbisogno dei tessuti, che devono quindi attingere anche dall’alimentazione.
Dove si trova nell’organismo
La glicina è, per quantità, uno degli amminoacidi più abbondanti nel corpo umano. Il motivo principale è la sua presenza massiccia nel collagene: circa un terzo di tutti i residui amminoacidici del collagene, la proteina strutturale più rappresentata nell’organismo (presente in pelle, tendini, legamenti, cartilagini e ossa), è costituito proprio da glicine, disposta a intervalli regolari lungo la caratteristica tripla elica della molecola.
Oltre al collagene, la glicina partecipa alla sintesi di diverse molecole chiave: è un precursore del glutatione, uno dei principali sistemi antiossidanti endogeni; entra nella sintesi della creatina, insieme ad arginina e metionina; contribuisce alla formazione dell’eme, componente dell’emoglobina; e prende parte alla produzione degli acidi biliari, coinvolti nella digestione dei grassi. Nel sistema nervoso centrale, la glicina svolge inoltre un ruolo come neurotrasmettitore inibitorio, agendo su specifici recettori a livello del midollo spinale e del tronco encefalico.
Le fonti alimentari
La glicina si trova soprattutto negli alimenti ricchi di collagene e tessuto connettivo: pelle, cartilagini, tendini e ossa di carne e pesce ne sono particolarmente ricche, ed è per questo che il brodo di ossa cotto a lungo, la gelatina alimentare e i tagli di carne meno pregiati (che contengono più tessuto connettivo rispetto ai tagli magri) risultano fonti concentrate. Anche le uova, i legumi, i semi e alcuni cereali integrali ne apportano quantità più modeste ma comunque significative all’interno di una dieta varia.
È interessante notare che la dieta occidentale moderna, orientata verso tagli di carne magra e povera di preparazioni a base di brodo e gelatina, tende ad apportare quantità di glicina inferiori rispetto alle diete tradizionali di un tempo, che facevano un uso più ampio dell’intero animale, comprese le parti connettivali.
Cosa dice la ricerca scientifica
Numerosi filoni di ricerca hanno indagato il ruolo della glicina in ambiti che spaziano dal metabolismo del collagene alla qualità del riposo notturno, passando per il recupero dopo l’attività fisica. Si tratta, ad oggi, di un’area di studio attiva e in evoluzione, ma è importante essere precisi: al momento la glicina non rientra tra le sostanze per cui il Regolamento (CE) 1924/2006 e il relativo Registro europeo dei claim nutrizionali e sulla salute prevedono un’indicazione sulla salute specificamente autorizzata. Questo significa che, per correttezza normativa, nessun prodotto alimentare o integratore può attribuire alla glicina un effetto dichiarato sulla salute in etichetta o in comunicazione commerciale, indipendentemente da quanto promettenti possano apparire i singoli studi preliminari.
Questo non toglie interesse alla molecola dal punto di vista scientifico: significa semplicemente che, allo stato attuale delle valutazioni EFSA, non esiste ancora un consenso regolatorio sufficiente per tradurre le evidenze disponibili in un’indicazione ufficiale, un percorso che per qualunque sostanza richiede tempo, replica degli studi e una valutazione centralizzata a livello europeo.
Sicurezza e attenzioni pratiche
La glicina è un componente naturale della dieta umana da sempre, e non risultano a oggi livelli massimi di assunzione stabiliti dalle autorità europee per la popolazione generale attraverso l’alimentazione comune. Come per qualunque amminoacido assunto in forma isolata attraverso un integratore, restano comunque valide le normali precauzioni: in presenza di patologie renali o epatiche, terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è sempre opportuno un confronto preventivo con il proprio medico o farmacista, che potrà valutare la situazione individuale.
In sintesi
La glicina è tutt’altro che un amminoacido “minore”: è un mattone strutturale del collagene, un precursore di molecole antiossidanti e metaboliche fondamentali, e un componente naturale e diffuso della dieta umana attraverso carne, pesce, uova, legumi e in particolare gelatina e brodi ricchi di tessuto connettivo. La ricerca scientifica continua a esplorarne il ruolo in numerosi ambiti, ma è bene ricordare che, a oggi, non esistono indicazioni sulla salute ufficialmente autorizzate a livello europeo specifiche per questo amminoacido.
Chi siamo
Noebis Pharma è un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.



