Tra gli integratori di vitamina B9, negli ultimi anni è comparsa sempre più spesso una sigla accanto al nome “acido folico”: 5-MTHF, oppure “metilfolato”, a volte accompagnata dalla dicitura “forma attiva”. Non è solo un’operazione di marketing: si tratta di una forma chimica realmente diversa, legata a un passaggio del metabolismo dei folati che vale la pena capire, senza però cadere in semplificazioni eccessive.
Che cos’è l’acido folico
L’acido folico (o acido pteroilmonoglutammico) è la forma sintetica di vitamina B9 storicamente più utilizzata negli integratori e negli alimenti fortificati, per la sua stabilità e il basso costo di produzione. È importante distinguerlo dai “folati”, il termine più ampio che indica l’insieme delle forme di vitamina B9 presenti naturalmente negli alimenti, in particolare nelle verdure a foglia verde, nei legumi e nel fegato. L’acido folico, a differenza dei folati alimentari, non è naturalmente presente in natura in questa forma esatta: viene sintetizzato appositamente per l’uso in integrazione e fortificazione.
Il percorso di attivazione dell’acido folico
Perché l’organismo possa utilizzare l’acido folico, deve prima convertirlo attraverso una serie di passaggi enzimatici nella forma biologicamente attiva, chiamata L-5-metiltetraidrofolato (L-5-MTHF), che è la forma in cui il folato circola effettivamente nel sangue e viene utilizzato dalle cellule. Uno degli enzimi coinvolti in questo percorso di conversione ha un’efficienza che, nella popolazione generale, può variare da persona a persona: questo è un dato di fisiologia noto in letteratura scientifica, e proprio per questo motivo è stata sviluppata una forma di integratore che fornisce direttamente il folato già nella sua forma attiva, saltando questo passaggio di conversione.
Il metilfolato: la forma “già pronta”
Il metilfolato utilizzato negli integratori si presenta solitamente come sale di calcio (calcio-L-metilfolato) o come sale di glucosamina dell’acido (6S)-5-metiltetraidrofolico, a volte abbreviato in etichetta come “5-MTHF-glucosamina”. Fornendo direttamente la forma attiva, il metilfolato non richiede la stessa catena di conversione enzimatica necessaria per l’acido folico: per questo viene spesso proposto come alternativa per chi cerca una forma di folato “pronta all’uso”, pur trattandosi comunque della stessa vitamina B9 nella sua funzione biologica finale.
Che cosa dice la normativa europea
L’acido folico è stato tra le prime forme di vitamina B9 incluse nell’Allegato II della Direttiva 2002/46/CE, la lista delle sostanze vitaminiche e minerali ammesse per la produzione di integratori alimentari nell’Unione Europea. Negli anni successivi, l’elenco è stato aggiornato per includere anche le forme di folato attivo: il sale di calcio dell’acido (6S)-5-metiltetraidrofolico e, più recentemente, il sale di glucosamina della stessa molecola sono stati autorizzati come forme aggiuntive utilizzabili in etichetta. Entrambe le forme, acido folico e metilfolato nelle sue varianti autorizzate, sono quindi pienamente legali per la produzione di integratori in Europa.
Che cosa dice l’EFSA sul folato
I claim sulla salute autorizzati dall’EFSA riguardano il folato come nutriente, a prescindere dalla forma chimica specifica utilizzata in etichetta: il folato contribuisce alla normale sintesi degli aminoacidi, contribuisce alla normale formazione del sangue, contribuisce al normale metabolismo dell’omocisteina, contribuisce alla normale funzione psicologica e alla normale funzione del sistema immunitario, contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento, svolge un ruolo nel processo di divisione cellulare e contribuisce alla crescita dei tessuti materni durante la gravidanza.
Serve davvero il metilfolato invece dell’acido folico?
Per la grande maggioranza delle persone, l’organismo converte l’acido folico in forma attiva senza particolari difficoltà, ed entrambe le forme permettono di raggiungere gli stessi obiettivi nutrizionali. Il metilfolato viene generalmente considerato un’opzione da valutare insieme al proprio medico o farmacista in situazioni specifiche legate a una minore efficienza individuale nel percorso di conversione enzimatica, ma questa è una valutazione che spetta sempre a un professionista sanitario sul singolo caso, e non un motivo per considerare l’acido folico una forma “superata” o inadeguata per la popolazione generale.
In sintesi
Acido folico e metilfolato sono due forme diverse, entrambe legali e autorizzate in Europa, della stessa vitamina B9: la prima richiede una conversione enzimatica interna, la seconda fornisce direttamente la forma già attiva. I benefici riconosciuti dall’EFSA si applicano al folato come nutriente in entrambi i casi: la scelta tra le due forme è una questione di formulazione e di eventuali esigenze individuali, da discutere con il proprio medico o farmacista, non una gerarchia di qualità valida per chiunque.
Noebis Pharma: farmacisti al servizio della qualità
Noebis Pharma è un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.



