Se l’apigenina e’ il flavone della camomilla, la luteolina e’ la sua parente piu’ diffusa nell’orto: un composto che si trova in tantissimi ortaggi che portiamo in tavola tutti i giorni, dal sedano ai peperoni verdi, spesso senza sapere che dietro il colore e il sapore di queste piante si nasconde una delle molecole piu’ studiate tra i flavonoidi vegetali.
Cos’e’ la luteolina
Dal punto di vista chimico, la luteolina appartiene alla famiglia dei flavoni, la stessa dell’apigenina, di cui condivide larga parte della struttura di base: la differenza sta in un solo gruppo ossidrile aggiuntivo sull’anello aromatico della molecola, un dettaglio che pero’ cambia in modo significativo il comportamento chimico e il profilo di distribuzione nelle piante. Il nome deriva dal latino luteus, “giallo”, perche’ fu isolata per la prima volta da una pianta tintoria, la reseda dei tintori (Reseda luteola), usata fin dall’antichita’ per colorare tessuti.
Dove si trova nella dieta quotidiana
A differenza dell’apigenina, legata soprattutto alla camomilla, la luteolina e’ particolarmente concentrata in alimenti che troviamo comunemente in cucina: il sedano (soprattutto le foglie esterne) e’ tra le fonti piu’ ricche in assoluto, seguito da peperoni verdi, carciofi, prezzemolo, radicchio verde e olio extravergine d’oliva, dove si trova insieme ad altri polifenoli caratteristici della dieta mediterranea. Piccole quantita’ sono presenti anche in carote e finocchio. Una dieta ricca di ortaggi a foglia e verdure di stagione garantisce quindi un’esposizione naturale e continuativa a questo flavonoide, senza bisogno di ricorrere a fonti particolari.
Cosa dice davvero la ricerca scientifica
La luteolina e’ uno dei flavonoidi piu’ studiati in laboratorio: la ricerca preclinica (su cellule e modelli animali) ha esplorato il suo comportamento come antiossidante e la sua interazione con diversi processi cellulari, generando un ampio corpo di letteratura scientifica di base. Gli studi controllati sull’uomo restano pero’ molto piu’ limitati rispetto alla mole di ricerca preclinica disponibile, e i risultati non sono ancora sufficienti per trarre conclusioni definitive applicabili alla popolazione generale.
E’ un punto importante da chiarire: a oggi, per la luteolina non risulta alcun claim sulla salute autorizzato dalla Commissione Europea nel Registro dei claim nutrizionali e sulla salute, ai sensi del Regolamento (CE) 1924/2006. Questo significa che, per quanto interessante sia la ricerca preclinica, non e’ corretto attribuire alla luteolina, o agli estratti che la contengono, effetti calmanti, antinfiammatori o protettivi specifici: si tratterebbe di un’affermazione priva di base regolatoria, indipendentemente da quanto se ne parli online.
Luteolina e apigenina: come distinguerle
Le due molecole vengono spesso confuse perche’ appartengono alla stessa sottoclasse di flavonoidi e si trovano talvolta nelle stesse piante (la camomilla, per esempio, contiene entrambe insieme ad altri componenti). Ma le fonti alimentari principali sono diverse: l’apigenina e’ associata soprattutto a camomilla e prezzemolo, la luteolina a sedano, peperoni verdi e carciofi. Anche gli ambiti di ricerca preclinica, pur sovrapponendosi in parte, seguono filoni distinti nella letteratura scientifica. Trattarle come intercambiabili e’ una semplificazione che non rende giustizia alla effettiva diversita’ chimica e botanica delle due sostanze.
Domande frequenti
La luteolina e’ la stessa cosa dell’apigenina?
No: sono due flavoni chimicamente molto simili ma distinti, con una struttura molecolare leggermente diversa e fonti alimentari principali differenti (sedano e peperoni verdi per la luteolina, camomilla e prezzemolo per l’apigenina).
Esistono integratori a base di luteolina?
Si’, esistono estratti standardizzati, spesso ricavati da sedano o da altre piante ricche di questo flavonoide; trattandosi di un ambito di ricerca ancora in evoluzione, e’ sempre bene informarsi sulla qualita’ e tracciabilita’ dell’estratto e confrontarsi con un professionista sanitario prima dell’uso.
Bastano gli alimenti per assumerla?
Una dieta varia e ricca di ortaggi come sedano, peperoni, carciofi e verdure a foglia verde, condita con olio extravergine d’oliva, garantisce gia’ un’esposizione naturale a questo e ad altri flavonoidi, in linea con le raccomandazioni generali su frutta e verdura.
Noebis Pharma e’ un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, e’ sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.
Fonti: Regolamento (CE) 1924/2006 e Registro UE dei claim nutrizionali e sulla salute (EFSA); letteratura fitochimica su flavonoidi e composizione degli ortaggi.



