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Cos’è l’ortosifon

L’ortosifon (Orthosiphon aristatus, sinonimo Orthosiphon stamineus) è una pianta erbacea originaria del Sud-est asiatico, diffusa soprattutto in Indonesia, Malesia, Myanmar e nelle Filippine, dove cresce spontanea lungo i margini boschivi e nelle zone umide. In Occidente è conosciuta con diversi nomi comuni: “tè di Giava”, per il suo storico impiego come infuso in Indonesia, oppure “barba di gatto” (cat’s whiskers in inglese), un soprannome che deriva dalla forma particolare dei suoi fiori bianchi o violacei, dai lunghissimi stami che sporgono ben oltre i petali, ricordando appunto dei baffi felini.

Da secoli le foglie di ortosifon vengono essiccate e utilizzate in infusione nella tradizione erboristica del Sud-est asiatico. Con la diffusione del commercio delle piante officinali, l’ortosifon è arrivato anche in Europa nel corso del Novecento, entrando nella farmacopea di diversi paesi come pianta ad uso tradizionale, prevalentemente sotto forma di tisane o come componente di preparati fitoterapici destinati al benessere delle vie urinarie.

La composizione chimica: cosa contengono le foglie

Le foglie di ortosifon devono le loro caratteristiche a un insieme piuttosto complesso di sostanze vegetali. Tra i componenti più studiati dalla ricerca fitochimica figurano:

  • Flavonoidi, tra cui sinensetina ed eupatorina, metaboliti secondari tipici di molte piante ad uso tradizionale drenante;
  • Acido rosmarinico, un composto fenolico diffuso anche in altre piante aromatiche come rosmarino e melissa;
  • Diterpeni, tra cui gli orthosifol, molecole caratteristiche del genere Orthosiphon;
  • Sali di potassio, presenti in quantità significative nella pianta essiccata;
  • Oli essenziali in piccola percentuale, responsabili in parte dell’aroma caratteristico dell’infuso.

Questa combinazione di sostanze è oggetto di studi scientifici tuttora in corso, che ne indagano il comportamento in vitro e in modelli preclinici. È importante sottolineare che la presenza di questi composti non equivale automaticamente a un effetto dimostrato e riconosciuto sull’organismo umano: per questo serve la valutazione delle autorità regolatorie competenti.

Cosa dice la normativa europea: nessun claim autorizzato

Un punto centrale, spesso frainteso, riguarda lo stato normativo dell’ortosifon rispetto al Regolamento (CE) 1924/2006 sui claims nutrizionali e salutistici. Per l’ortosifon, come per numerose altre piante ad uso tradizionale (i cosiddetti “botanicals”), l’Unione Europea non ha ancora completato il processo di valutazione scientifica delle indicazioni salutistiche proposte dagli operatori del settore. Questi claim restano “in sospeso” (on hold) presso la Commissione Europea e l’EFSA, e ciò significa che, ad oggi, nessuna indicazione sulla funzione drenante, depurativa o sulle vie urinarie può essere legalmente attribuita all’ortosifon in etichetta o in comunicazione commerciale come claim salutistico autorizzato.

Questo non significa che la pianta sia priva di storia d’uso: significa semplicemente che la tradizione d’uso, per quanto radicata e documentata, è cosa diversa da un claim scientificamente validato secondo i criteri EFSA. È una distinzione che chi si occupa seriamente di informazione sui prodotti erboristici deve sempre mantenere chiara, per non generare aspettative non supportate dalla scienza regolatoria europea.

Come si trova in commercio

L’ortosifon si trova comunemente in commercio sotto forma di:

  • Foglie essiccate sfuse o in filtri, da preparare come infuso caldo, spesso proposte in miscele con altre piante della tradizione “drenante” come betulla, tarassaco o pilosella;
  • Estratti secchi titolati, utilizzati come ingrediente in integratori alimentari in capsule o compresse, generalmente in associazione con altri estratti vegetali;
  • Estratti fluidi o tinture madri, meno diffusi ma presenti in erboristeria.

Come per tutti gli estratti vegetali, la qualità del prodotto finito dipende molto dalla standardizzazione dichiarata (ad esempio il contenuto in flavonoidi totali espresso in percentuale), dalla provenienza della materia prima e dai controlli di qualità effettuati dal produttore, incluso il controllo di eventuali contaminanti come metalli pesanti o residui di pesticidi, particolarmente rilevante per piante importate da coltivazioni extraeuropee.

Avvertenze e precauzioni d’uso

Chi soffre di patologie renali, calcolosi delle vie urinarie o è in trattamento con farmaci diuretici dovrebbe sempre consultare il medico o il farmacista prima di assumere infusi o integratori a base di ortosifon, proprio per la tradizione d’uso legata alle vie urinarie e per possibili interazioni con terapie farmacologiche in corso. La stessa cautela vale in gravidanza e allattamento, condizioni in cui l’assunzione di piante ad uso tradizionale andrebbe sempre valutata con un professionista sanitario, così come per i bambini, per i quali questo tipo di preparati non è generalmente indicato senza supervisione medica.

È inoltre buona norma non superare mai le dosi indicate in etichetta e non protrarre l’assunzione di infusi drenanti per periodi prolungati senza un confronto con un professionista, in particolare quando l’obiettivo dichiarato è un supporto continuativo e non occasionale.

Un ultimo consiglio

Un integratore alimentare o una tisana a base di piante non sostituiscono una dieta varia ed equilibrata, una corretta idratazione quotidiana e uno stile di vita sano. Noebis Pharma è un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.