Chi viaggia spesso per lavoro lo conosce bene: si atterra a New York, Singapore o San Paolo con la valigia già in mano per la riunione del giorno dopo, ma il corpo è ancora sull’orario di partenza. Non è pigrizia né mancanza di organizzazione: è il jet lag, lo sfasamento tra l’orologio biologico interno e il fuso orario del luogo di arrivo, ed è un fenomeno fisiologico reale che nessuna quantità di caffè riesce davvero a risolvere.
Per chi viaggia una volta ogni tanto è un fastidio passeggero. Per chi vola spesso per lavoro, su rotte intercontinentali o con riunioni programmate a poche ore dall’atterraggio, diventa una variabile da gestire con qualche attenzione in più, perché le prestazioni professionali dei primi giorni in un nuovo fuso orario dipendono anche da quanto bene si riesce a farlo.
Cosa succede davvero al corpo quando si cambia fuso orario
L’organismo umano segue un ritmo circadiano di circa 24 ore, regolato da un piccolo orologio biologico nel cervello che riceve informazioni soprattutto dalla luce. Quando si attraversano più fusi orari in poche ore, come accade in un volo intercontinentale, questo orologio interno resta sincronizzato sull’orario di partenza per alcuni giorni, mentre l’ambiente esterno segue quello di arrivo. Il risultato è quella sensazione familiare a chi vola spesso: sonnolenza nelle ore sbagliate, difficoltà ad addormentarsi la notte, risvegli anticipati, cali di concentrazione durante riunioni importanti. In generale, l’adattamento completo richiede circa un giorno per ogni fuso orario attraversato, anche se il ritmo con cui si viaggia per lavoro spesso non lascia questo tempo a disposizione.
Il jet lag verso est, quando si “perdono” ore (ad esempio volando dall’Italia verso il Giappone), tende a essere percepito come più impegnativo rispetto a quello verso ovest, perché per il corpo è più naturale allungare la giornata che accorciarla. È un’informazione utile per pianificare meglio i primi giorni di una trasferta, magari lasciando qualche ora di margine in più prima degli impegni più importanti quando si viaggia in quella direzione.
Prima della partenza: qualche accorgimento utile
L’adattamento al nuovo fuso orario può iniziare ancora prima di salire in aereo. Nei giorni precedenti un volo intercontinentale importante, anticipare o posticipare gradualmente l’orario dei pasti e del sonno di trenta o sessanta minuti al giorno, nella direzione del fuso di destinazione, aiuta l’orologio biologico a partire già con un piccolo vantaggio. Anche scegliere, quando possibile, voli con orari di arrivo che permettano di raggiungere la sera locale senza dover restare svegli per un’intera giornata extra fa la differenza sui primi giorni di trasferta.
Il sonno, la prima cosa da riorganizzare
Riportare il ciclo sonno-veglia sui nuovi orari il prima possibile è probabilmente l’accorgimento più efficace: esporsi alla luce naturale nelle ore diurne del luogo di arrivo, evitare pisolini prolungati nel pomeriggio ed è preferibile anticipare la cena rispetto alle abitudini di chi viaggia verso est. La Melatonina contribuisce alla riduzione del tempo richiesto per prendere sonno, un effetto che si ottiene assumendo 1 mg poco prima di coricarsi: è il principio su cui è formulata Melatonina 1 mg Noebis Pharma, una compressa la sera per accompagnare il momento dell’addormentamento nei primi giorni in un fuso orario diverso, quando l’orologio biologico è ancora sfasato.
Energia e concentrazione nei giorni più impegnativi
Oltre al sonno disturbato, chi viaggia per lavoro deve fare i conti con giornate lunghe, pasti fuori orario e riunioni che richiedono lucidità anche quando il corpo segnala il contrario. Le vitamine del gruppo B2, B3, B5, B6, B9 e B12, insieme alla vitamina C, contribuiscono alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento; le vitamine B6, B9, B12 e C contribuiscono inoltre alla normale funzione del sistema immunitario, spesso messo alla prova da voli lunghi, aria condizionata degli aeroporti e cambi climatici improvvisi. È la formula di B-Complex + Vitamina C, pensata per un’assunzione quotidiana semplice: una compressa al giorno, comoda da portare anche in valigia o nel bagaglio a mano, per accompagnare l’organismo nei periodi di viaggio più intenso.
Qualche accorgimento pratico per chi vola spesso per lavoro
Regolare l’orologio sul nuovo fuso orario appena saliti a bordo aiuta a impostare mentalmente il cambio, anche se il corpo impiegherà qualche giorno per adeguarsi davvero. Bere molta acqua durante il volo, perché l’aria in cabina è particolarmente secca, con un tasso di umidità spesso inferiore al 20%, e la disidratazione peggiora la sensazione di affaticamento post-volo. Limitare alcol e caffeina durante il viaggio, perché entrambi interferiscono con la qualità del sonno successivo, proprio nei momenti in cui servirebbe di più. Muoversi ogni tanto durante i voli lunghi, con qualche passo in corridoio o semplici movimenti alle caviglie, favorisce la circolazione dopo ore da seduti. Se possibile, programmare la prima riunione importante non nelle primissime ore dopo l’atterraggio, lasciando al corpo qualche ora per iniziare l’adattamento prima di doversi presentare al massimo della lucidità.
Per approfondire il claim europeo autorizzato sulla melatonina specifico per il jet lag, i dosaggi previsti dalla normativa e la differenza rispetto al claim sull\u2019addormentamento, trovi tutti i dettagli nel nostro approfondimento dedicato: Jet lag e melatonina: claim autorizzato, dose e consigli di viaggio.
Viaggiare per lavoro senza farsi trovare impreparati
Il jet lag non si elimina con un integratore, ma alcune abitudini intelligenti, unite a un’alimentazione varia ed equilibrata e a uno stile di vita sano, possono accompagnare l’organismo nei giorni più delicati di una trasferta intercontinentale. Chi viaggia spesso per lavoro lo sa: arrivare pronti alla prima riunione, anche dopo dodici ore di fuso, fa parte del mestiere. Con qualche attenzione in più a sonno, energia e idratazione, la differenza tra una trasferta gestita bene e una vissuta in affanno si sente, e si vede anche nei risultati dei primi giorni sul posto.
Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta variata, equilibrata e di uno stile di vita sano. Sono prodotti pensati per un pubblico adulto.



