Quando si parla di stanchezza, energia e globuli rossi, il primo nome che viene in mente è quasi sempre il ferro. È comprensibile: è uno dei minerali più studiati e più citati, e la sua carenza è tra le più diffuse al mondo. Ma il ferro, da solo, non basta a fare tutto il lavoro. Ha bisogno di collaboratori silenziosi, e uno dei più importanti — e meno conosciuti — è il rame.
In questo articolo raccontiamo cos’è il rame, perché il suo ruolo è strettamente legato a quello del ferro, dove si trova negli alimenti e quando può avere senso considerarne l’integrazione.
Cos’è il rame e perché lo conosciamo così poco
Il rame è un oligoelemento, cioè un minerale di cui l’organismo necessita in quantità molto piccole ma costanti. A differenza di ferro, magnesio o zinco, raramente compare da protagonista nelle etichette o nelle conversazioni sul benessere: eppure è coinvolto in diversi processi dell’organismo, alcuni dei quali strettamente collegati a nutrienti molto più discussi.
Si trova naturalmente in alimenti come il cioccolato fondente, la frutta secca (noci, nocciole, anacardi), i legumi, i frutti di mare (in particolare i crostacei) e le frattaglie. Come per molti minerali, un’alimentazione varia che includa periodicamente queste fonti è generalmente sufficiente a coprire il fabbisogno di un adulto sano.
La relazione (poco nota) tra rame e ferro
Ecco il punto centrale di questo articolo: secondo l’EFSA (l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), il rame contribuisce al normale trasporto del ferro nell’organismo. Detto in modo semplice: anche quando l’apporto di ferro attraverso la dieta o l’integrazione è adeguato, è il rame a partecipare al processo che permette a questo ferro di essere trasportato correttamente dove serve.
È un meccanismo che raramente viene raccontato quando si parla di stanchezza o di energia, perché l’attenzione va quasi sempre e solo al ferro. Ma è un promemoria utile: il corpo funziona attraverso reti di collaborazione tra nutrienti, non attraverso interruttori isolati. Per questo motivo, molte formule pensate per il ferro includono anche piccole quantità di rame, proprio per sostenere l’intero processo e non solo una sua parte.
Il ruolo biologico del rame, oltre al ferro
Dal punto di vista della fisiologia, il rame è coinvolto in diversi processi enzimatici dell’organismo: partecipa, ad esempio, alla struttura di alcune proteine del tessuto connettivo e alla sintesi della melanina, il pigmento responsabile del colore di pelle, capelli e occhi. Non si tratta di indicazioni che vogliamo attribuire come claim salutistici ai nostri prodotti, restiamo sempre sui claim EFSA effettivamente autorizzati e presenti nelle nostre schede, ma sono informazioni utili per capire perché questo minerale, pur non facendo mai notizia, sia comunque parte integrante del funzionamento quotidiano del corpo.
Una carenza di rame vera e propria è piuttosto rara nella popolazione generale con un’alimentazione varia, e tende a manifestarsi soprattutto in condizioni cliniche specifiche o in caso di diete molto sbilanciate protratte nel tempo: un motivo in più per cui, se si sospetta una carenza, la valutazione di un professionista sanitario resta il passo corretto, piuttosto che l’autodiagnosi basata su sintomi generici come la stanchezza, che possono avere moltissime altre cause.
Dove trovarlo nella nostra gamma
Il rame è presente, insieme a ferro, vitamina C, vitamine B6 e B12 e acido folico, nel nostro Ferro Bisglicinato 300 compresse. In questa formula, il ferro contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento e al normale trasporto di ossigeno nell’organismo; il ferro, le vitamine B6 e B12 e l’acido folico contribuiscono alla normale formazione dei globuli rossi e dell’emoglobina; la vitamina C ne accresce l’assorbimento; e il rame, appunto, contribuisce al normale trasporto del ferro nell’organismo. Un esempio pratico di come, nella pratica, i nutrienti vengano scelti per lavorare insieme piuttosto che isolatamente.
Un nutriente da conoscere, non da temere o esagerare
Come per il selenio e per molti altri oligoelementi, anche per il rame la regola generale resta la stessa: l’obiettivo è un apporto adeguato e costante, non una quantità massima possibile. Un’alimentazione varia copre generalmente il fabbisogno di rame di un adulto sano; un’eventuale integrazione, in genere abbinata al ferro come nella formula sopra descritta, ha senso soprattutto in presenza di un fabbisogno di ferro accertato, da valutare sempre con il proprio medico prima di iniziare qualsiasi integrazione mirata, specialmente in presenza di condizioni di salute particolari o terapie farmacologiche in corso.
Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano, e vanno tenuti fuori dalla portata dei bambini più piccoli.



