Se dovessimo fare un sondaggio su quali minerali le persone conoscono, il selenio probabilmente arriverebbe molto dopo calcio, ferro, magnesio o zinco. Eppure questo oligoelemento, di cui il corpo ha bisogno in quantità piccolissime (si parla di microgrammi, non di milligrammi), svolge un ruolo tutt’altro che marginale nella fisiologia cellulare. È uno di quei nutrienti “silenziosi”: non se ne parla quasi mai finché non manca davvero.
In questo articolo proviamo a raccontare cos’è il selenio, dove si trova naturalmente negli alimenti, e quale contributo reale — documentato e autorizzato dall’EFSA — offre al nostro organismo.
Cos’è il selenio e perché il corpo ne ha bisogno
Il selenio è un oligoelemento, cioè un minerale di cui l’organismo necessita in dosi molto contenute ma che risulta comunque essenziale per il corretto funzionamento di diversi processi cellulari. Viene assorbito principalmente attraverso l’alimentazione e il suo contenuto negli alimenti dipende in larga parte dalla ricchezza di selenio dei terreni in cui sono stati coltivati o allevati gli animali che li producono — un motivo per cui, a seconda della zona geografica, l’apporto alimentare di selenio può variare sensibilmente da persona a persona.
Tra gli alimenti più ricchi di selenio troviamo il pesce, i frutti di mare, le uova, la carne, e alcuni tipi di frutta secca (le noci del Brasile sono tra le fonti più concentrate in assoluto, anche se proprio per questo andrebbero consumate con moderazione). Anche i cereali integrali possono contribuire, sempre in base al contenuto di selenio del suolo di coltivazione.
Il contributo del selenio secondo l’EFSA
L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) riconosce al selenio alcuni contributi specifici, quando assunto nelle dosi adeguate all’interno di una dieta varia ed equilibrata. Il selenio, insieme alle vitamine C ed E, contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo — un processo naturale legato all’azione dei radicali liberi, molecole instabili che si formano normalmente nel metabolismo cellulare e che il corpo neutralizza anche grazie a nutrienti come questo.
Nell’uomo, il selenio contribuisce inoltre alla normale spermatogenesi, cioè al normale processo di produzione degli spermatozoi — un aspetto rilevante per chi si informa su alimentazione e fertilità maschile, sempre come parte di un quadro più ampio che include stile di vita, alimentazione generale ed eventuali valutazioni specialistiche.
Dove trovarlo nei nostri integratori
Il selenio è presente, insieme a Coenzima Q10, vitamina C, vitamina E e vitamina B1, nel nostro Coenzima Q10 Complete, con una dose giornaliera di 2 capsule che apporta il 100% dei Valori Nutritivi di Riferimento di selenio, oltre ai contributi già citati per la protezione dallo stress ossidativo.
Per chi è interessato in modo specifico al supporto nutrizionale legato alla fertilità maschile, il selenio è presente anche nel nostro Fertility Man Active Pro, formulato insieme a L-carnitina, Coenzima Q10, zinco e altre vitamine pensate per l’uomo.
Quanto selenio serve davvero, e perché non serve esagerare
Il Valore Nutritivo di Riferimento (VNR) per il selenio, secondo la normativa europea sull’etichettatura degli alimenti, è fissato a 55 microgrammi al giorno per un adulto medio. Si tratta di quantità molto piccole se confrontate con altri minerali come il magnesio o il calcio, che si misurano in centinaia di milligrammi: basti pensare che 55 microgrammi corrispondono a 0,055 milligrammi.
Proprio per questa ragione, con il selenio vale la pena prestare attenzione anche al rovescio della medaglia: a differenza di molte vitamine idrosolubili, il selenio assunto in eccesso può accumularsi nell’organismo, ed è uno dei motivi per cui è sempre importante rispettare le dosi indicate in etichetta sui prodotti che lo contengono, senza mai superarle di propria iniziativa pensando che un dosaggio maggiore equivalga a un beneficio maggiore. Le noci del Brasile, proprio perché particolarmente ricche di selenio, sono un esempio pratico: bastano poche unità al giorno per contribuire in modo significativo all’apporto giornaliero, e un consumo eccessivo e sistematico non è consigliabile.
Un nutriente da non trascurare, senza esagerare
Come per molti micronutrienti, anche per il selenio vale una regola generale: l’obiettivo non è assumerne il più possibile, ma garantirsi un apporto adeguato e costante. Trattandosi di un oligoelemento di cui servono quantità molto piccole, un’alimentazione varia che includa periodicamente pesce, uova e cereali è spesso sufficiente a coprire il fabbisogno di chi non ha condizioni particolari. In alcune fasi della vita o in presenza di abitudini alimentari poco variate, un integratore può rappresentare un modo pratico per garantirsi l’apporto raccomandato, sempre all’interno di una dieta equilibrata nel suo complesso.
Chi ha dubbi specifici sul proprio fabbisogno di selenio, magari legati a una condizione di salute particolare o a un’alimentazione molto ristretta, farebbe bene a parlarne con il proprio medico prima di scegliere un’integrazione mirata.
Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano, e vanno tenuti fuori dalla portata dei bambini più piccoli.



