C’è un momento, prima di ogni viaggio in alta quota, in cui la valigia è pronta, gli scarponi sono nuovi di zecca e la mente è già sul sentiero. Ma il corpo ha bisogno di qualcosa in più di entusiasmo per affrontare bene l’altitudine: l’aria si fa più rarefatta, l’ossigeno disponibile diminuisce, e l’organismo deve adattarsi a un ambiente diverso da quello a cui è abituato ogni giorno.
Chi va in montagna per un trekking di più giorni, una salita impegnativa o anche solo un soggiorno prolungato oltre i 2.000-2.500 metri, spesso nota un affaticamento diverso dal solito: il fiato si accorcia prima, i muscoli sembrano lavorare di più per lo stesso sforzo, e la stanchezza alla sera arriva con un anticipo che sorprende anche chi è ben allenato. Non è debolezza: è fisiologia. E su alcuni dei meccanismi coinvolti, la scienza validata dall’EFSA ha qualcosa di concreto da dire.
Ferro: il minerale del trasporto di ossigeno
Quando l’aria si fa più povera di ossigeno, il corpo si affida ancora di più all’efficienza con cui il sangue riesce a trasportarlo dai polmoni ai muscoli. È qui che il ferro gioca un ruolo centrale: l’EFSA riconosce che il ferro contribuisce al normale trasporto di ossigeno nel corpo e alla normale funzione dei globuli rossi e dell’emoglobina, oltre a contribuire alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento. Sono claim che parlano esattamente della fisiologia coinvolta quando ci si sposta in quota.
Un ferro bisglicinato ben formulato, in forma facilmente assorbibile e associato a vitamina C, B6, B12 e acido folico, può essere un modo pratico per sostenere questo aspetto nelle settimane che precedono una spedizione o un trekking impegnativo, sempre nel rispetto della dose minima giornaliera che giustifica il claim.
Vitamina C: sostegno alle difese e assorbimento del ferro
La vitamina C ha un ruolo doppio in questo contesto. Da un lato l’EFSA le riconosce un contributo alla normale funzione del sistema immunitario, particolarmente utile quando il corpo è sottoposto allo stress di un cambio di quota, clima e temperatura. Dall’altro, la vitamina C aumenta l’assorbimento del ferro quando assunta insieme a un pasto contenente questo minerale: un dettaglio non da poco per chi sta già puntando sul ferro in vista della partenza.
Una vitamina C ad alto dosaggio assunta nella dose minima efficace copre entrambi questi aspetti in un’unica soluzione pratica da portare anche in viaggio.
Magnesio e potassio: l’equilibrio che serve ai muscoli
Camminare per ore su terreni irregolari, con zaino e dislivello, mette alla prova l’equilibrio elettrolitico dell’organismo, soprattutto se si suda molto durante lo sforzo. Il magnesio contribuisce alla normale funzione muscolare e alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento, mentre il potassio contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso e mantiene una normale funzione muscolare. Insieme, sono due dei minerali che il corpo tende a consumare più rapidamente durante un’attività fisica prolungata in ambienti diversi dal solito.
Un integratore di magnesio e potassio, assunto nei giorni precedenti e durante il trekking, può essere un modo semplice per accompagnare l’organismo in questo sforzo extra, sempre come complemento a un’alimentazione e un’idratazione adeguate.
Una preparazione che comincia prima della partenza
Chi affronta l’alta quota per la prima volta, o dopo una lunga pausa, fa bene a costruire questa preparazione nelle due o tre settimane precedenti alla partenza, non il giorno prima. Il corpo ha bisogno di tempo per beneficiare di un apporto nutrizionale più mirato, esattamente come ha bisogno di tempo per allenarsi camminando con lo zaino da trekking pieno.
Vale la pena ricordare che l’acclimatazione vera e propria — la capacità del corpo di adattarsi gradualmente alla minore disponibilità di ossigeno — resta un processo fisiologico che richiede innanzitutto tempo, una salita graduale e un’adeguata idratazione. Gli integratori accompagnano questo percorso, offrendo i nutrienti giusti nei dosaggi corretti, ma non sostituiscono una preparazione fisica seria né una valutazione medica per chi ha condizioni di salute preesistenti o affronta quote particolarmente elevate.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente divulgativo e non sostituiscono in alcun modo il parere di un medico. Prima di affrontare trekking in alta quota, specialmente oltre i 3.000 metri, o in presenza di patologie cardiovascolari, respiratorie o di altro tipo, consultate sempre il vostro medico di fiducia o un centro di medicina di montagna.
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