Quando si parla di salute delle ossa, il pensiero corre quasi automaticamente al calcio e alla vitamina D. C’è però un terzo nutriente, molto meno conosciuto ma altrettanto importante, che lavora dietro le quinte: la vitamina K2. Senza di lei, anche un buon apporto di calcio rischia di non essere sfruttato al meglio dal corpo. Scopriamo perché vale la pena conoscerla meglio.
Cos’è la vitamina K2 e in cosa si distingue dalla K1
La vitamina K esiste in due forme principali: la K1 (fillochinone), abbondante nelle verdure a foglia verde, e la K2 (menachinone), presente in quantità minori negli alimenti fermentati e di origine animale. Tra le diverse forme di K2, il menachinone-7 (MK-7) si distingue per essere quella con la maggiore biodisponibilità e la più lunga permanenza attiva nell’organismo, il che la rende una delle forme più studiate e utilizzate negli integratori.
La vitamina K contribuisce al mantenimento di ossa normali
La vitamina K contribuisce al mantenimento di ossa normali. È un claim EFSA autorizzato che riguarda l’intera famiglia delle vitamine K, K2 inclusa. Il meccanismo alla base è affascinante: la vitamina K è necessaria per attivare alcune proteine coinvolte nel metabolismo osseo, che aiutano a indirizzare correttamente il calcio verso le ossa. Per questo motivo viene spesso considerata un partner naturale del calcio e della vitamina D nella cura della salute scheletrica, specialmente con l’avanzare dell’età.
La vitamina K e la normale coagulazione del sangue
La vitamina K contribuisce anche alla normale coagulazione del sangue. È storicamente il ruolo più conosciuto di questa vitamina, tanto che il suo stesso nome deriva dal termine tedesco “Koagulation”. Il corpo utilizza la vitamina K per produrre diverse proteine essenziali nel processo di coagulazione, un meccanismo di difesa naturale in caso di piccole ferite o tagli.
Chi può avere più bisogno di un apporto adeguato
Le persone in età avanzata, chi segue una dieta povera di verdure a foglia verde o di alimenti fermentati, e chi presta particolare attenzione alla salute delle proprie ossa (ad esempio dopo la menopausa) sono tra i profili che più spesso si informano sulla vitamina K2. Come sempre, un consulto con il proprio medico è particolarmente importante per chi assume farmaci anticoagulanti, poiché la vitamina K interagisce direttamente con questi trattamenti.
Dal punto di vista alimentare, la vitamina K1 si trova soprattutto in verdure a foglia verde come spinaci, cavolo riccio e broccoli, mentre la K2 è più concentrata in alimenti fermentati (come il natto giapponese, a base di soia fermentata), in alcuni formaggi stagionati e, in quantità minori, in prodotti di origine animale come uova e carne. Proprio perché le fonti alimentari di K2 sono meno diffuse nella dieta mediterranea rispetto a quelle di K1, molte persone trovano utile un’integrazione mirata per assicurarsi un apporto costante.
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Come per ogni integratore, ricordiamo di non superare la dose giornaliera consigliata e di consultare il proprio medico prima dell’uso, in particolare se si stanno assumendo farmaci anticoagulanti o si soffre di patologie della coagulazione.
Integratore alimentare non sostitutivo di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano. Non superare la dose giornaliera consigliata. Tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei 3 anni.


