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La vitamina B6 è una delle vitamine del gruppo B più presenti negli integratori multivitaminici, spesso abbinata a B12, acido folico e altre vitamine del complesso B. È idrosolubile, quindi l’organismo non la accumula come fa con le vitamine liposolubili: l’eccesso viene normalmente eliminato con le urine. Proprio per questa caratteristica, in molti pensano che “più se ne prende, meglio è” e che non ci sia motivo di preoccuparsi del dosaggio. In realtà la vitamina B6 fa eccezione a questa regola generale, ed è per questo che vale la pena capire perché le indicazioni in etichetta vanno rispettate con attenzione, soprattutto se l’assunzione si protrae nel tempo.

Banana, alimento fonte di vitamina B6

Perché la B6 non segue la stessa logica delle altre vitamine idrosolubili

Per la maggior parte delle vitamine idrosolubili, un’assunzione superiore al fabbisogno viene smaltita rapidamente e senza conseguenze rilevanti. La vitamina B6, invece, è tra le poche per cui la letteratura scientifica e gli organismi regolatori (tra cui l’EFSA e il Ministero della Salute) hanno individuato un limite massimo di assunzione giornaliera da non superare in modo continuativo. Assunzioni molto elevate e protratte per lunghi periodi sono state associate, in letteratura, a disturbi sensitivi periferici reversibili, che tendono a manifestarsi con sensazioni di formicolio alle estremità. Si tratta di un’informazione di sicurezza nota da tempo, che riguarda dosaggi ben superiori a quelli normalmente presenti in un integratore alimentare correttamente formulato e assunto secondo le indicazioni in etichetta.

Questo è anche il motivo per cui un integratore alimentare serio riporta sempre in etichetta un dosaggio giornaliero pensato per rientrare ampiamente nei limiti di sicurezza raccomandati, ed è anche il motivo per cui la raccomandazione “non superare la dose giornaliera consigliata” non è una formula di rito, ma un’indicazione da seguire davvero, specialmente per chi assume più prodotti contenenti la stessa vitamina nello stesso periodo.

Attenzione alla somma tra più fonti

La vitamina B6 è presente in moltissimi prodotti: multivitaminici generici, complessi di vitamine del gruppo B, integratori per lo sport, formule per l’energia e persino alcuni alimenti fortificati. Chi assume più di uno di questi prodotti in contemporanea rischia di sommare, senza rendersene conto, dosaggi che singolarmente sarebbero adeguati ma che insieme superano il limite raccomandato. Prima di abbinare più integratori, conviene sempre controllare il contenuto di vitamina B6 di ciascuno e, in caso di dubbio, chiedere consiglio al farmacista o al medico, in particolare se l’assunzione è prevista per un periodo prolungato.

Cosa contribuisce davvero la vitamina B6, nelle dosi corrette

Assunta nelle quantità indicate in etichetta, la vitamina B6 contribuisce, insieme alle altre vitamine del gruppo B, alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento e al normale funzionamento del sistema immunitario. È il caso, ad esempio, di B-Complex + Vitamina C Noebis Pharma, che in un’unica compressa giornaliera racchiude le principali vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B5, B6, B7, B9 e B12) insieme alla vitamina C: nella formula, le vitamine B2, B3, B5, B6, B9, B12 e C contribuiscono alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento, mentre le vitamine B6, B9, B12 e C contribuiscono al normale funzionamento del sistema immunitario. Diverse vitamine della formula contribuiscono inoltre al normale metabolismo energetico. Una sola compressa al giorno, secondo le indicazioni in etichetta, è pensata per restare ampiamente entro i margini di sicurezza raccomandati anche in caso di assunzione continuativa.

Il buon senso resta la miglior guida

Non c’è nulla di allarmante nell’assumere un integratore con vitamina B6 secondo le indicazioni in etichetta, nemmeno per periodi lunghi: è proprio per questo che i dosaggi in commercio sono pensati per essere sicuri anche nell’uso quotidiano prolungato. L’attenzione va semplicemente riservata a due situazioni: l’assunzione di dosaggi molto più alti di quelli raccomandati e la somma involontaria tra più prodotti diversi contenenti la stessa vitamina. In caso di gravidanza, allattamento, patologie in corso o terapie farmacologiche, come sempre, il consiglio del medico o del farmacista resta il punto di riferimento più sicuro prima di iniziare o modificare un’integrazione.