Perché l’umidità fa diventare i capelli crespi
Ogni capello è ricoperto da uno strato esterno chiamato cuticola, formato da minuscole squame sovrapposte simili alle tegole di un tetto. Quando l’aria è secca, queste squame restano ben aderenti al fusto del capello, dando un aspetto liscio e ordinato. In condizioni di alta umidità, tipiche delle giornate estive più afose, il capello assorbe l’umidità presente nell’aria attraverso la cuticola, che tende a sollevarsi leggermente, alterando la superficie liscia e facendo perdere al capello la sua compattezza.
Questo assorbimento di umidità non è uniforme lungo tutta la lunghezza del capello: le zone dove la cuticola è più danneggiata o sollevata, spesso le punte o le zone più esposte al sole e ai trattamenti, assorbono più umidità rispetto alle zone più sane, creando quell’effetto disomogeneo e gonfio che riconosciamo come “crespo”. In pratica, il capello si comporta un po’ come una spugna irregolare, gonfiandosi di più dove la struttura protettiva è più compromessa.
Perché alcuni capelli sono più soggetti di altri
La tendenza a diventare crespi non è uguale per tutti i tipi di capello. I capelli ricci o mossi, per la loro conformazione naturale, hanno cuticole che si sovrappongono meno perfettamente rispetto ai capelli lisci, offrendo più “punti di ingresso” per l’umidità dell’aria, il che li rende generalmente più predisposti al crespo. Anche i capelli sottoposti a trattamenti chimici frequenti, come tinte, decolorazioni o permanenti, tendono ad avere una cuticola più porosa e danneggiata, con conseguente maggiore assorbimento di umidità.
L’esposizione ripetuta al sole, al mare e al cloro delle piscine, particolarmente intensa proprio nei mesi estivi, contribuisce ulteriormente a indebolire la struttura protettiva del capello, aumentando la sua porosità e quindi la sua sensibilità all’umidità ambientale. Chi nota un peggioramento del crespo proprio dopo le vacanze estive sta probabilmente osservando l’effetto cumulativo di questi fattori sulla salute della cuticola.
Abitudini quotidiane che aiutano a limitare l’effetto crespo
Mantenere il capello ben idratato dall’interno, con balsami e maschere nutrienti applicati con regolarità, aiuta a “sigillare” la cuticola, rendendola meno permeabile all’umidità esterna in eccesso. Un olio leggero o una crema anticrespo applicati sulle lunghezze dopo il lavaggio possono creare una sottile barriera protettiva che riduce l’assorbimento di umidità dall’aria durante la giornata.
Anche la tecnica di asciugatura conta: usare un asciugamano in microfibra o una vecchia maglietta di cotone al posto di un normale asciugamano ruvido per tamponare i capelli bagnati riduce l’attrito che solleva ulteriormente la cuticola. Asciugare i capelli con il getto d’aria del phon diretto dall’alto verso il basso, seguendo il verso naturale delle squame, invece che in direzioni casuali, aiuta a mantenerle più appiattite e ordinate.
Errori comuni da evitare
Spazzolare i capelli quando sono completamente secchi, specialmente con spazzole a setole dure, tende ad aumentare il crespo anziché ridurlo, perché solleva ulteriormente le cuticole già compromesse. È preferibile pettinare i capelli quando sono ancora umidi, con un pettine a denti larghi, e ridurre al minimo la manipolazione una volta asciutti.
Anche l’uso eccessivo di calore, tra piastre e phon a temperature molto alte, contribuisce a indebolire ulteriormente la cuticola nel tempo, aumentando la sensibilità del capello all’umidità nelle giornate successive. Scegliere shampoo delicati, senza solfati aggressivi, e limitare la frequenza dei lavaggi quando possibile, aiuta a preservare gli oli naturali del cuoio capelluto, che svolgono anch’essi un ruolo protettivo naturale contro l’effetto crespo.
Uno sguardo agli integratori Noebis
Per prenderti cura di te in ogni stagione, scopri la gamma di integratori Noebis Pharma: vai al catalogo. Segui sempre le indicazioni riportate in etichetta.


