Perché l’aria condizionata secca gli occhi
Trascorrere molte ore in ufficio, in auto o in casa con l’aria condizionata accesa è ormai un’abitudine estiva quasi inevitabile, ma pochi collegano il fastidio agli occhi, quella sensazione di bruciore, sabbia sotto le palpebre o visione leggermente offuscata, proprio a questa abitudine. L’aria condizionata riduce sensibilmente l’umidità dell’ambiente e mette in circolo un flusso d’aria continuo, due fattori che insieme accelerano l’evaporazione del film lacrimale che normalmente protegge e lubrifica la superficie dell’occhio. È un meccanismo semplice ma spesso sottovalutato, che riguarda praticamente chiunque trascorra molte ore in ambienti climatizzati durante l’estate. Con il caldo intenso, alzare troppo la temperatura del condizionatore per raffreddarsi in fretta peggiora ulteriormente questo effetto secco sugli occhi. Anche solo ricordarselo con un promemoria discreto sul telefono può fare la differenza nelle prime settimane.
A questo si aggiunge un secondo fattore, spesso trascurato: chi lavora al computer o guarda lo smartphone per molte ore tende a sbattere le palpebre molto meno frequentemente del normale, a volte fino a un terzo in meno rispetto a chi non fissa uno schermo. Meno battiti di ciglia significano meno ricambio del film lacrimale sulla superficie oculare, e la combinazione di aria secca e minor frequenza di battito è proprio ciò che spiega perché gli occhi si seccano così rapidamente durante le giornate estive passate al chiuso con il condizionatore acceso. Con il tempo, questa combinazione di fattori può rendere il fastidio agli occhi una presenza quasi quotidiana per chi lavora al chiuso. Molte persone scoprono di soffrirne solo dopo aver notato lo stesso fastidio ripetersi ogni estate, anno dopo anno, nello stesso ambiente di lavoro. È un dettaglio semplice, ma spesso è proprio ciò che manca per rompere l’abitudine di ignorare il fastidio.
Chi ne risente di più e in quali ambienti
Il fastidio è particolarmente comune tra chi lavora in ufficio open space con l’aria condizionata centralizzata, soprattutto se la propria scrivania si trova vicino a una bocchetta di ventilazione diretta, dove il flusso d’aria colpisce il viso in modo continuo per ore. Anche i lunghi viaggi in auto con il climatizzatore acceso e diretto verso il volto, così come i voli aerei con la cabina pressurizzata e molto secca, sono situazioni in cui il fastidio agli occhi tende a manifestarsi rapidamente. Non è un caso che il disturbo tenda a peggiorare progressivamente man mano che avanza la settimana lavorativa in ufficio. Vale la pena osservare con attenzione in quali momenti della giornata il fastidio si fa sentire di più, per capire meglio le proprie abitudini.
Chi porta le lenti a contatto è generalmente più sensibile a questo tipo di secchezza, perché le lenti stesse assorbono parte dell’umidità naturale dell’occhio, sommandosi all’effetto disidratante dell’aria condizionata. Anche chi ha già una tendenza naturale all’occhio secco, magari per l’età o per l’uso di determinati farmaci, nota il fastidio in modo più marcato e più rapido rispetto a chi non ha questa predisposizione di base. Anche il tipo di impianto di climatizzazione, più o meno moderno, può influire sull’intensità del fastidio percepito. Anche una postazione di lavoro ben organizzata, con lo schermo alla giusta distanza e altezza, contribuisce indirettamente a ridurre lo sforzo visivo complessivo.
Cosa fare per alleviare il fastidio
Ricordarsi consapevolmente di sbattere le palpebre più spesso durante il lavoro al computer, magari applicando la regola del venti-venti-venti, cioè fare una pausa ogni venti minuti guardando qualcosa a venti piedi di distanza per venti secondi, aiuta a ridistribuire il film lacrimale e a dare sollievo agli occhi. Anche orientare la bocchetta dell’aria condizionata lontano dal viso, sia in ufficio sia in auto, riduce in modo diretto l’evaporazione accelerata delle lacrime causata dal flusso d’aria continuo sugli occhi. Riconoscere per tempo questi segnali aiuta a intervenire prima che il fastidio diventi più difficile da gestire nel quotidiano. Occhiali con lenti antiriflesso possono aiutare ulteriormente chi passa molte ore davanti al computer in ambienti climatizzati.
Un umidificatore in ufficio o in camera da letto può aiutare a mantenere un livello di umidità più equilibrato nell’ambiente, contrastando l’effetto secco dell’aria condizionata. Le lacrime artificiali da banco, disponibili in farmacia senza prescrizione, offrono un sollievo rapido e sicuro nei momenti di maggiore fastidio, mentre bere a sufficienza durante la giornata contribuisce indirettamente al benessere generale delle mucose, occhi compresi. Piccoli accorgimenti ripetuti con costanza fanno spesso una differenza più grande di quanto ci si aspetti inizialmente. Anche una pausa più lunga a metà giornata, lontano dallo schermo e possibilmente all’aperto, offre un sollievo apprezzabile agli occhi affaticati.
Quando il fastidio agli occhi richiede attenzione medica
Nella maggior parte dei casi la secchezza oculare legata all’aria condizionata migliora rapidamente riducendo l’esposizione diretta al flusso d’aria e adottando le piccole accortezze descritte sopra, senza lasciare conseguenze. È invece opportuno consultare un oculista se il fastidio persiste per più giorni nonostante questi accorgimenti, se si accompagna a dolore vero e proprio, a una visione offuscata che non si risolve sbattendo le palpebre, o a un arrossamento marcato e persistente dell’occhio. È utile parlarne anche con i colleghi, perché spesso più persone nello stesso ufficio soffrono dello stesso fastidio senza saperlo. È un investimento di pochi minuti che si ripaga rapidamente in termini di comfort visivo durante il resto della giornata lavorativa.
Un consulto specialistico è indicato anche se il fastidio si accompagna a una sensazione di corpo estraneo costante nell’occhio, a secrezioni insolite o a una sensibilità alla luce fuori dal comune, perché in questi casi il disturbo potrebbe non essere legato semplicemente all’aria condizionata ma richiedere una valutazione più approfondita da parte di un professionista. Con la giusta attenzione, la maggior parte delle persone impara a convivere serenamente con l’aria condizionata durante tutta l’estate. Con qualche settimana di nuove abitudini, la maggior parte delle persone nota un miglioramento concreto e duraturo del fastidio. Con un po’ di attenzione in più durante le giornate più calde, è possibile godersi il sollievo dell’aria condizionata senza pagarne il prezzo con occhi affaticati e irritati. Prestare attenzione a questi piccoli segnali quotidiani aiuta a intervenire tempestivamente prima che il fastidio diventi più difficile da gestire.
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