Perché l’aria condizionata riduce l’umidità dell’aria
Quando le temperature estive diventano insopportabili, il condizionatore sembra l’unica soluzione possibile. Quello che in pochi sanno è che il suo funzionamento non si limita a raffreddare l’ambiente: per farlo, l’impianto deve prima far passare l’aria attraverso una serpentina fredda, dove il vapore acqueo presente nell’aria condensa e viene raccolto come acqua di scarico. È lo stesso principio per cui un bicchiere freddo si “appanna” in una giornata calda.
Il risultato è che l’aria che torna in circolo nella stanza è più fresca ma anche più povera di umidità rispetto a quella esterna. In ambienti chiusi e poco ventilati, dove il condizionatore lavora per ore consecutive, l’umidità relativa può scendere anche sotto il 30%, un livello che molti esperti di climatizzazione indoor considerano piuttosto secco per il comfort delle persone. Non è un difetto dell’apparecchio: è semplicemente il prezzo fisico da pagare per ottenere aria fresca in poco tempo.
Gli effetti sulla pelle
La pelle è il nostro organo più esposto e reagisce rapidamente ai cambi di umidità ambientale. In un ambiente con aria condizionata molto secca, lo strato più superficiale dell’epidermide perde acqua più velocemente di quanta riesca a trattenerne, un fenomeno che i dermatologi chiamano perdita d’acqua transepidermica. Chi trascorre molte ore in ufficio o in auto con il climatizzatore acceso riferisce spesso una sensazione di tensione cutanea, pelle che tira, ruvidità al tatto o comparsa di piccole screpolature, soprattutto su mani, gomiti e viso.
Chi ha già una pelle tendenzialmente secca, sensibile o soggetta a dermatiti può notare un peggioramento più marcato, con arrossamenti o prurito che si accentuano proprio nelle ore di maggiore esposizione al getto d’aria fredda. Anche le persone con pelle normalmente equilibrata, però, possono sperimentare questi fastidi se l’esposizione è prolungata e costante, magari per settimane consecutive durante l’estate.
Gli effetti sugli occhi
Gli occhi sono altrettanto sensibili alla secchezza ambientale. Il film lacrimale che ricopre la superficie oculare è composto in gran parte da acqua, e in un’atmosfera povera di umidità tende a evaporare più rapidamente del normale. Chi lavora per molte ore davanti a uno schermo in una stanza climatizzata conosce bene la sensazione di bruciore, la sabbia negli occhi, l’arrossamento e l’affaticamento visivo che compaiono nel pomeriggio: il flusso diretto di aria fredda, unito alla riduzione della frequenza dell’ammiccamento durante il lavoro al computer, peggiora ulteriormente la situazione.
Chi porta lenti a contatto è generalmente più esposto a questo tipo di fastidio, perché la lente stessa può assorbire parte dell’umidità della lacrima, accentuando la sensazione di secchezza. Anche chi non le utilizza, comunque, può avvertire questi sintomi se resta seduto a lungo nel getto diretto del climatizzatore, magari con la bocchetta orientata verso il viso.
Accorgimenti pratici per proteggerti
Alcuni piccoli accorgimenti possono fare una grande differenza. Orientare le bocchette del climatizzatore verso l’alto o lontano dal viso, evitare di impostare la temperatura troppo bassa rispetto all’esterno (uno scarto di 5-7°C è generalmente sufficiente e più salutare rispetto a differenze eccessive), e fare pause regolari uscendo dall’ambiente climatizzato aiutano a limitare lo stress su pelle e occhi. Anche l’uso di un umidificatore portatile nelle stanze dove si trascorre più tempo, come ufficio o camera da letto, può contribuire a mantenere livelli di umidità più confortevoli.
Per la pelle, applicare una crema idratante più volte al giorno nelle zone più esposte aiuta a compensare la perdita d’acqua, mentre bere a sufficienza durante la giornata resta una buona abitudine generale. Per gli occhi, ricordarsi di ammiccare più spesso quando si lavora al computer, seguire la regola del “20-20-20” (ogni 20 minuti guardare per 20 secondi un punto a circa 6 metri di distanza) e, se il fastidio persiste, valutare con il proprio medico o oculista l’uso di lacrime artificiali possono aiutare a ridurre il disagio. Se i sintomi sono intensi o non migliorano, è sempre bene chiedere un parere medico specialistico, perché occhi molto arrossati o dolenti meritano una valutazione professionale.
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