Remare su un lago o lungo un fiume, all’alba, con l’acqua ancora piatta e silenziosa, è una delle immagini più suggestive che si associano al canottaggio amatoriale. Chi si avvicina a questo sport per la prima volta, magari in un circolo remiero locale, si aspetta un’attività rilassante, quasi contemplativa. Dopo le prime uscite, però, la realtà è diversa: braccia, gambe e schiena lavorano insieme in un gesto ripetuto centinaia di volte per sessione, e il fiato viene messo alla prova più di quanto l’immagine tranquilla dello sport lasci intendere.
Il canottaggio è infatti uno degli sport più completi dal punto di vista dello sforzo fisico: coinvolge simultaneamente gli arti inferiori, il tronco e le braccia, richiedendo al sistema cardiovascolare di sostenere un lavoro intenso e prolungato. Non stupisce che chi lo pratica con regolarità presti particolare attenzione al proprio stato di forma generale, ferro compreso.
Perché il canottaggio richiede tanto ossigeno ai muscoli
Ogni colpo di remo coinvolge fino al 70% della muscolatura corporea in un solo gesto: le gambe spingono, il tronco ruota e si estende, le braccia tirano. Questo coinvolgimento muscolare così ampio richiede un apporto di ossigeno costante e abbondante ai tessuti, molto più elevato rispetto a sport che coinvolgono gruppi muscolari più limitati. Il sistema cardiovascolare e respiratorio lavora quindi a pieno regime per gran parte della sessione di allenamento.
Per chi rema con costanza, magari con allenamenti di un’ora o più più volte a settimana, la capacità dell’organismo di trasportare ossigeno in modo efficiente diventa un fattore rilevante per la qualità della prestazione e per il recupero tra una sessione e l’altra. È qui che il ruolo del ferro, elemento centrale nel trasporto dell’ossigeno nel sangue, assume particolare importanza per chi pratica questo sport con regolarità.
Questo aspetto riguarda in particolare le atlete donne, per le quali le perdite fisiologiche mensili possono incidere maggiormente sulle riserve di ferro dell’organismo rispetto agli uomini. Chi pratica canottaggio con regolarità, indipendentemente dal sesso, farebbe bene a considerare la propria copertura di questo minerale come parte integrante della preparazione atletica, alla pari della programmazione degli allenamenti stessi.
Il ferro e il trasporto di ossigeno nell’organismo
Il ferro contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento e al normale trasporto di ossigeno nell’organismo, oltre a contribuire, insieme alle vitamine B6, B12 e all’acido folico, alla normale formazione dei globuli rossi e dell’emoglobina. Questi processi fisiologici sono alla base della capacità dell’organismo di sostenere sforzi cardiovascolari intensi e prolungati come quelli richiesti dal canottaggio.
Ferro Bisglicinato Noebis Pharma riunisce in una sola compressa ferro, vitamina C (che accresce l’assorbimento del ferro), vitamine B2, B6 e B12, acido folico e rame, che contribuisce al normale trasporto del ferro nell’organismo. Un formato da 300 compresse pensato per chi desidera organizzare la propria routine di integrazione con continuità, un aspetto comodo per chi si allena con regolarità in un circolo remiero.
Metabolismo energetico: sostenere lo sforzo di lunga durata
Le sedute di canottaggio, specialmente quelle di fondo su distanze più lunghe, richiedono all’organismo di sostenere un dispendio energetico costante per periodi prolungati. Le vitamine B2, B6 e B12 e l’acido folico contribuiscono al normale metabolismo energetico, un processo alla base della capacità dell’organismo di produrre l’energia necessaria per affrontare allenamenti di questo tipo senza esaurirsi prematuramente.
Chi si allena in un circolo remiero, magari alternando sedute in acqua a sessioni sul vogatore in palestra durante i mesi più freddi, sottopone il proprio organismo a uno stress fisico costante nel tempo. Una copertura nutrizionale adeguata, unita a un allenamento ben strutturato e a un riposo sufficiente, contribuisce a sostenere questa routine sportiva nel lungo periodo.
Qualche consiglio pratico per chi rema con regolarità
La tecnica di voga corretta riduce il rischio di infortuni alla schiena, spesso la zona più sollecitata da chi rema senza una postura adeguata: mantenere la schiena dritta durante la fase di trazione, evitando di inarcarla eccessivamente, è uno degli accorgimenti fondamentali che ogni principiante dovrebbe imparare fin dalle prime lezioni con un istruttore qualificato.
Anche l’idratazione durante l’allenamento merita attenzione, specialmente nelle sessioni estive all’aperto, quando il sudore aumenta la perdita di liquidi e minerali. Bere regolarmente prima, durante e dopo la seduta, insieme a una buona copertura nutrizionale quotidiana, aiuta chi pratica canottaggio amatoriale a godersi questo sport completo con maggiore continuità nel tempo.
Infine, il recupero tra una sessione intensa e l’altra gioca un ruolo importante quanto l’allenamento stesso: dormire a sufficienza e concedersi almeno un giorno di pausa dopo le uscite più impegnative permette all’organismo di rigenerarsi pienamente, riducendo il rischio di affaticamento cronico che può derivare da un carico di allenamento non bilanciato con un riposo adeguato.
Per approfondire
Per chi pratica canottaggio e vuole sostenere la resistenza, scopri Ferro Bisglicinato + Lattoferrina: il ferro contribuisce al normale trasporto di ossigeno nell\u2019organismo e alla riduzione di stanchezza e affaticamento.


