Perché gli occhi si arrossano dopo il nuoto
La convinzione comune è che a irritare gli occhi in piscina sia il cloro in eccesso, ma la realtà è un po’ più sfumata. Il vero responsabile del tipico bruciore e arrossamento non è quasi mai il cloro puro, bensì le cloramine, composti che si formano quando il cloro reagisce con sostanze organiche presenti in acqua, come sudore, creme solari residue, cellule della pelle e, in misura minore, altre sostanze corporee. Più una piscina è frequentata senza un ricambio e una filtrazione adeguati, più le cloramine si accumulano, ed è proprio la loro concentrazione a determinare quanto gli occhi si irritano.
A questo si aggiunge un secondo fattore, spesso sottovalutato: l’acqua di piscina ha generalmente un pH diverso da quello del film lacrimale che protegge naturalmente la superficie dell’occhio. Il contatto prolungato con un’acqua a pH non perfettamente bilanciato tende a “lavare via” temporaneamente questo film protettivo, lasciando la superficie oculare più esposta e sensibile, il che spiega perché gli occhi bruciano e si arrossano anche in piscine ben mantenute, semplicemente per il tempo di immersione prolungato.
Come distinguere una semplice irritazione da una vera congiuntivite
L’irritazione da piscina si manifesta tipicamente con bruciore, rossore diffuso e leggera sensazione di corpo estraneo, sintomi che compaiono a stretto giro dopo il nuoto e tendono a migliorare da soli entro qualche ora, una volta usciti dall’acqua e sciacquati gli occhi. Non si accompagna, di norma, a secrezioni dense, gonfiore marcato delle palpebre o dolore intenso, e interessa generalmente entrambi gli occhi in modo simile.
Una vera congiuntivite, che può comunque essere favorita dal contatto con acqua contaminata da batteri o virus in piscine poco curate, si distingue invece per una durata più lunga, oltre le 24-48 ore, la presenza di secrezione giallastra o appiccicosa, soprattutto al risveglio, e talvolta il coinvolgimento asimmetrico dei due occhi. Se questi segnali compaiono, è opportuno non insistere con rimedi fai-da-te e rivolgersi a un medico per una valutazione più accurata.
Cosa fare per alleviare il fastidio dopo la nuotata
Il gesto più semplice ed efficace subito dopo essere usciti dall’acqua è sciacquare gli occhi con acqua pulita e a temperatura ambiente, per rimuovere eventuali residui di cloramine rimasti sulla superficie oculare. Evitare di strofinare gli occhi con le mani, gesto istintivo ma controproducente, perché aumenta l’irritazione meccanica e può introdurre ulteriori germi presenti sulle dita.
Le lacrime artificiali, disponibili in farmacia senza obbligo di prescrizione, possono aiutare a ripristinare più rapidamente il film lacrimale naturale e alleviare la sensazione di secchezza e bruciore. Applicare un panno fresco e umido sugli occhi chiusi per qualche minuto è un altro rimedio semplice che molte persone trovano utile per calmare il rossore nelle ore successive al bagno.
Come prevenire l’irritazione
La misura preventiva più efficace resta l’uso di occhialini da nuoto ben aderenti, che creano una barriera fisica tra l’occhio e l’acqua di piscina, riducendo drasticamente il contatto diretto con cloramine e sbalzi di pH. Chi indossa lenti a contatto dovrebbe evitare di nuotare senza occhialini protettivi, poiché le lenti possono assorbire sostanze irritanti presenti nell’acqua e trattenerle a contatto con l’occhio più a lungo.
Evitare di aprire gli occhi sott’acqua senza protezione, limitare il tempo di immersione continua nelle giornate in cui la piscina appare particolarmente affollata, e prediligere strutture con un buon sistema di filtrazione e ricambio d’acqua sono ulteriori accorgimenti utili. Anche una doccia con gli occhi chiusi subito dopo essere usciti dalla piscina, seguita da un risciacquo leggero, aiuta a ridurre il tempo di contatto complessivo con le sostanze responsabili dell’irritazione.
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