Il Ginkgo biloba è una delle piante più antiche e più studiate al mondo, e uno degli ingredienti più diffusi negli integratori per la circolazione e la lucidità mentale. Il suo nome è ovunque, dalle erboristerie ai social media. Ma cosa possiamo dire davvero, dal punto di vista scientifico e normativo, su questa pianta? Vediamolo con chiarezza.
Ginkgo biloba: cos’è
Il Ginkgo biloba è un albero originario della Cina, considerato una specie vivente più antica dei dinosauri: i suoi fossili risalgono a oltre 200 milioni di anni fa. Le sue foglie, dalla caratteristica forma a ventaglio, vengono utilizzate da secoli nella medicina tradizionale cinese. Oggi l’estratto secco di foglie di Ginkgo è tra gli ingredienti vegetali più venduti al mondo negli integratori alimentari, ed è oggetto di centinaia di studi scientifici, principalmente concentrati sul suo possibile ruolo nella circolazione sanguigna e nelle funzioni cognitive legate all’età.
Cosa dice davvero l’EFSA: il claim “on hold”
È importante essere trasparenti su un punto normativo fondamentale: il Ginkgo biloba rientra nell’elenco delle sostanze botaniche “on hold” a livello europeo, cioè in attesa di una valutazione scientifica definitiva da parte dell’EFSA sui claim salutistici specifici. Al momento è possibile, secondo la normativa attuale, riferirsi a un claim “on hold” relativo al supporto della normale circolazione del sangue e della funzionalità del microcircolo, in attesa della valutazione EFSA definitiva: è questa, e solo questa, l’indicazione a cui ci atteniamo nel presentare i prodotti a base di Ginkgo biloba.
Chi sceglie un integratore a base di Ginkgo biloba lo fa quindi con la consapevolezza che si tratta di una pianta ampiamente studiata e con una lunga tradizione d’uso, ma non di un prodotto con un’efficacia scientificamente certificata in via definitiva per la memoria o la concentrazione.
Un’attenzione importante: interazioni e controindicazioni
Il Ginkgo biloba non è indicato per tutti. Chi assume farmaci anticoagulanti o antiaggreganti piastrinici, chi deve sottoporsi a un intervento chirurgico, o chi si trova in stato di gravidanza o allattamento, dovrebbe sempre consultare il medico prima di assumere integratori a base di questa pianta. Come per qualsiasi integratore, la lettura attenta dell’etichetta e il parere di un professionista sanitario restano fondamentali.
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