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Sentirsi stanchi anche dopo una notte di sonno, avere il fiato corto salendo le scale, notare che la pelle è più pallida del solito: sono segnali che moltissime persone, soprattutto donne in età fertile, vegetariani e sportivi, conoscono fin troppo bene. Spesso la causa è una carenza di ferro, uno dei minerali più diffusamente carenti nella popolazione italiana. Ma non tutti i ferri sono uguali, e la forma bisglicinato è oggi tra le più apprezzate proprio perché unisce efficacia e tollerabilità.

Perché il ferro è così importante per il corpo

Il ferro è un minerale essenziale che il corpo non produce da solo: deve essere introdotto ogni giorno con l’alimentazione o, quando la dieta non basta, con un integratore. È un componente chiave dell’emoglobina, la proteina dei globuli rossi che trasporta l’ossigeno dai polmoni a tutti i tessuti. Senza ferro a sufficienza, il trasporto di ossigeno rallenta e il corpo lo fa sapere: stanchezza, difficoltà di concentrazione, sensazione di freddo alle mani e ai piedi.

Il ferro contribuisce alla normale formazione di globuli rossi ed emoglobina

Il ferro contribuisce alla normale formazione di globuli rossi e di emoglobina, oltre che al normale trasporto di ossigeno nel corpo. È il claim EFSA più diretto e conosciuto legato a questo minerale, ed è anche il motivo per cui, in caso di carenza accertata (sideropenia), il medico consiglia quasi sempre un’integrazione mirata.

Il ferro contribuisce alla riduzione di stanchezza e affaticamento

Uno dei sintomi più riconoscibili della carenza di ferro è proprio la stanchezza cronica, quella che non passa nemmeno riposando di più. Il ferro contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento e al normale funzionamento del sistema immunitario, oltre che alla normale funzione cognitiva: ecco perché mantenere livelli adeguati è importante non solo per il corpo, ma anche per la lucidità mentale quotidiana.

Perché la forma bisglicinato è diversa dal solfato di ferro

Molte persone che hanno provato in passato un integratore di ferro tradizionale (solfato ferroso) ricordano fastidi gastrointestinali, stitichezza o quel retrogusto metallico sgradevole. Il ferro bisglicinato è una forma chelata, in cui lo ione ferroso è legato a due molecole di glicina: questo tipo di legame è pensato per essere più delicato sull’apparato digerente, un aspetto molto apprezzato da chi ha bisogno di un’integrazione prolungata nel tempo.

Una formula completa: non solo ferro

Il ferro da solo non basta sempre: il corpo ha bisogno di una piccola squadra di nutrienti che lavorano in sinergia. La vitamina C, ad esempio, aumenta l’assorbimento del ferro se assunta nello stesso pasto, motivo per cui una formula che le unisce è particolarmente sensata. Anche le vitamine del gruppo B — B6, B12 e acido folico — contribuiscono alla riduzione di stanchezza e affaticamento e alla normale formazione di globuli rossi, mentre il rame contribuisce al normale trasporto di ferro nell’organismo.

Chi dovrebbe prestare più attenzione al ferro

Le donne in età fertile, per via delle perdite mestruali, sono tra le categorie più esposte al rischio di carenza. Anche chi segue un’alimentazione vegetariana o vegana, gli sportivi che si allenano con regolarità e le persone che soffrono di stanchezza cronica senza una causa apparente possono trarre beneficio da un controllo dei livelli di ferro, magari con un semplice esame del sangue, prima di iniziare qualsiasi integrazione.

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Come per ogni integratore a base di ferro, ricordiamo che superare le dosi consigliate non produce benefici aggiuntivi ed è sempre buona norma consultare il proprio medico prima di iniziare, soprattutto in presenza di patologie o terapie in corso.

Integratore alimentare non sostitutivo di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano. Non superare la dose giornaliera consigliata. Tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei 3 anni. In caso di carenze o patologie diagnosticate, consultare il proprio medico prima dell’uso.