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Se in casa avete un controsoffitto liscio e perfettamente piano, o una parete divisoria che sembra sia sempre stata lì, probabilmente non avete mai pensato a quante ore di lavoro con le braccia sollevate sopra la testa ci sono volute per realizzarla. Il cartongessista è uno dei mestieri edili più fisicamente impegnativi, e allo stesso tempo tra i meno “raccontati”.

Montare una struttura in cartongesso richiede forza, equilibrio e una precisione che non lascia molto margine di errore: un pannello storto o una giunzione mal stuccata si vedono, eccome.

Braccia alzate per ore, spesso sopra la testa

Installare un controsoffitto significa lavorare con le braccia sollevate sopra il livello delle spalle per gran parte della giornata, spesso in piedi su trabattelli o scale. Questa posizione, mantenuta a lungo, mette sotto stress muscoli e tendini della spalla, un distretto particolarmente delicato e soggetto a infiammazioni quando sollecitato ripetutamente in questo modo.

Non è un caso che i problemi alla cuffia dei rotatori siano piuttosto frequenti tra chi lavora per anni “a braccia alzate”, che si tratti di cartongessisti, imbianchini o elettricisti.

Sollevare pannelli pesanti in equilibrio precario

I pannelli di cartongesso non sono leggerissimi, e vanno sollevati, posizionati e tenuti fermi mentre si avvitano alla struttura metallica sottostante, spesso in coppia con un collega ma a volte anche da soli con l’aiuto di appositi sollevatori. Questo tipo di sforzo, unito all’equilibrio richiesto quando si lavora in altezza su trabattelli, richiede una combinazione di forza e coordinazione che si affina solo con l’esperienza.

Polvere di stucco e ambienti in cantiere

La fase di stuccatura e carteggiatura delle giunzioni tra i pannelli genera una polvere fine che resta sospesa nell’aria a lungo, soprattutto in ambienti chiusi e poco ventilati come spesso sono i cantieri interni. Respirare questa polvere per ore, giorno dopo giorno, è un aspetto del mestiere che richiede sempre l’uso di dispositivi di protezione adeguati.

Il collo e la testa costantemente inclinati all’indietro

Quando si lavora su un soffitto, non è solo la spalla a soffrirne: anche il collo viene mantenuto per lungo tempo in un’estensione all’indietro poco naturale, per poter guardare verso l’alto mentre si avvita o si stucca. Questa postura ripetuta è un’altra delle piccole grandi usure quotidiane di chi fa questo mestiere.

Per chi ogni giorno sottopone spalle, collo e braccia a sollecitazioni così specifiche e ripetute, prendersi cura del proprio corpo con costanza, un’alimentazione equilibrata e uno stile di vita attento può essere un valido alleato per sostenere l’energia e il benessere generale necessari ad affrontare con continuità un mestiere fisicamente così impegnativo.