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Il numero di lotto e il termine minimo di conservazione sono informazioni essenziali sulla confezione degli integratori alimentari. Non basta che compaiano in un file grafico: dopo la produzione devono risultare corretti, leggibili e associati alle unità effettivamente confezionate. La stampa in linea richiede quindi controlli documentati.

Lotto e TMC svolgono funzioni diverse

Il codice di lotto identifica un insieme definito di unità e consente di collegarle alla documentazione produttiva. Il termine minimo di conservazione, espresso secondo le modalità applicabili, indica fino a quando l’alimento conserva le proprietà specifiche nelle condizioni di conservazione appropriate. Non sono informazioni intercambiabili.

La tracciabilità è indispensabile per intervenire in caso di non conformità; il TMC discende invece dalla valutazione della vita commerciale del prodotto. Le modalità di indicazione devono rispettare la normativa sull’informazione al consumatore e quella sull’identificazione delle partite.

Dove stampare le informazioni

L’area scelta deve consentire un contrasto sufficiente, resistere alle normali manipolazioni e rimanere leggibile dopo confezionamento, movimentazione e immagazzinamento. Le superfici curve, i materiali scuri e le etichette lucide possono rendere più difficile la stampa e la lettura.

Quando il codice viene stampato direttamente sulla boccetta, sul fondo o sul fianco, occorre verificare la compatibilità fra inchiostro, superficie e processo. L’indicazione non dovrebbe essere nascosta da elementi grafici o parti del sistema di chiusura.

Controllare il dato prima della partenza

L’operatore deve confrontare il contenuto impostato nella stampante con un riferimento approvato: codice del lotto, dicitura della data e formato richiesto. Si registrano versione dell’etichetta, linea, formato e primo campione verificato. L’esattezza del testo conta quanto la qualità della marcatura.

Un errore di trascrizione può produrre confezioni esteticamente perfette ma non correttamente identificabili. Per evitare cambi indesiderati, l’accesso alle impostazioni deve seguire le responsabilità definite nel sistema di qualità.

Leggibilità durante la produzione

Velocità della linea, distanza della testina, stato degli ugelli o del nastro di stampa e orientamento del flacone possono influenzare il risultato. È opportuno controllare campioni all’avvio e a intervalli pianificati, oltre che dopo fermate, sostituzioni di materiali e manutenzioni.

Nei controlli si osservano caratteri incompleti, sbavature, errori di posizione, bassa leggibilità e scarsa adesione. Anche una stampa tecnicamente presente ma difficile da decifrare può generare problemi nella gestione dei reclami o dei richiami.

Cambi di lotto e rischio di commistione

Il passaggio da un lotto all’altro è un momento sensibile: residui di confezioni, rotoli di etichette e impostazioni di stampa devono essere gestiti con la procedura di cambio linea. Un’unità del lotto precedente non dovrebbe ricevere il codice del successivo, né viceversa.

Per approfondire il controllo dei materiali di confezionamento è utile l’articolo sulle etichette autoadesive e loro leggibilità. La riconciliazione delle quantità aiuta a evidenziare anomalie.

Che cosa fare se si trova una stampa errata

La prima azione è bloccare la propagazione del difetto e identificare da quando la stampa potrebbe essere errata. Si verificano gli ultimi controlli conformi, gli eventi di linea e le unità interessate; eventuale rilavorazione richiede una procedura approvata e una nuova verifica completa.

Coperture improvvisate o correzioni non documentate possono ostacolare la tracciabilità. La decisione sulla destinazione del prodotto compete ai responsabili autorizzati, sulla base delle norme e dei dati disponibili.

Conservare le prove e verificare il sistema

Campioni fisici, fotografie leggibili o registrazioni digitali possono supportare la dimostrazione del controllo, secondo le procedure aziendali. Sono importanti anche manutenzione del marcatore, identificazione dei consumabili e formazione degli addetti.

Un controllo periodico di rintracciabilità dovrebbe permettere di passare dal codice stampato alla documentazione del lotto e viceversa. È questa capacità di ricostruzione, e non la sola presenza dei caratteri, a rendere utile il sistema.

Verifica finale e prova di rintracciabilità

Il controllo conclusivo può comprendere un confronto fra codice impresso, scheda di confezionamento e documenti di magazzino. In particolare bisogna verificare che confezioni esterne e flaconi interni siano coerenti quando riportano informazioni di lotto. In caso di confezioni multiple, la relazione fra le unità dovrebbe essere ricostruibile senza ambiguità.

Una prova simulata di rintracciabilità permette di misurare quanto velocemente l’azienda riesca a individuare i materiali e i prodotti legati a un codice. Il sistema deve essere sostenibile nella routine produttiva: procedure troppo elaborate, non applicate dagli operatori, non offrono un controllo affidabile. La correttezza della data dichiarata va inoltre valutata rispetto alla documentazione di stabilità del prodotto specifico.

Domande frequenti

Il TMC equivale alla data di scadenza?

No. Il termine minimo di conservazione e la data di scadenza sono indicazioni distinte e seguono condizioni normative differenti.

Si può ristampare un lotto errato sopra quello precedente?

Qualunque correzione va valutata con una procedura approvata che garantisca informazioni corrette e non ambigue.

Fonti e riferimenti

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Perché i dati variabili meritano un controllo separato

L’etichetta grafica può essere corretta e approvata, mentre i dati variabili applicati durante la produzione possono riportare un lotto errato, una data non coerente o una stampa difficilmente leggibile. Per questo codifica e stampa in linea richiedono un controllo distinto rispetto all’approvazione del file tipografico. La posizione deve essere accessibile al consumatore e compatibile con il materiale del contenitore.

La scelta del sistema di stampa deve tenere conto di superficie, velocità della linea, contrasto, resistenza allo sfregamento e possibilità di verifica. Una marcatura leggibile sul primo flacone potrebbe non esserlo dopo una variazione di distanza o orientamento nella macchina.

Il controllo del primo pezzo e delle ripartenze

All’avviamento è utile verificare che prodotto, linea, lotto e TMC corrispondano alla documentazione autorizzata. Il controllo va ripetuto quando cambia il lotto, si sostituisce un nastro o si interviene sui parametri del marcatore. Una procedura di gestione dell’errore dovrebbe definire come identificare le confezioni potenzialmente coinvolte dall’ultimo controllo conforme.

La line clearance riduce anche il rischio di trascinare sulla linea stampati o codici del prodotto precedente. Nel batch record dovrebbero risultare le principali verifiche eseguite e le anomalie gestite.

Leggibilità e tracciabilità devono restare nel tempo

La marcatura può essere esposta ad attrito durante imballaggio e logistica. Un controllo iniziale non sostituisce necessariamente una prova della sua resistenza nelle condizioni di movimentazione previste. Se il consumatore non riesce a leggere il lotto, può risultare più difficile gestire un reclamo o un eventuale richiamo mirato.

Per questo i dati variabili vanno considerati anche nella procedura di tracciabilità e richiamo, che collega la confezione al lotto produttivo.

FAQ

Il TMC coincide sempre con la data di produzione?

No. Il termine minimo di conservazione indica fino a quando il prodotto conserva le sue caratteristiche specifiche nelle condizioni appropriate; va distinto dalla data di produzione.

Un codice leggibile a occhio è sempre sufficiente?

La valutazione dipende dal tipo di codice e dai requisiti del prodotto. Per barcode e altri codici automatici può essere opportuno verificare anche la lettura strumentale.