Negli scaffali degli integratori per le articolazioni, accanto al collagene idrolizzato che ormai conosciamo bene, compare sempre più spesso una sigla diversa: UC-II, collagene di tipo II non denaturato. Il nome assomiglia a quello del collagene “classico”, ma il meccanismo con cui agirebbe, secondo le ipotesi di chi lo studia, è completamente diverso.
Cos’è il collagene di tipo II non denaturato
Il collagene di tipo II è la proteina strutturale che compone la maggior parte della cartilagine articolare, quella che ricopre le estremità delle ossa nelle articolazioni. A differenza del collagene idrolizzato – ottenuto scomponendo il collagene (di solito bovino o marino, spesso di tipo I) in piccoli peptidi tramite processi enzimatici e calore – il collagene UC-II viene estratto con un processo a bassa temperatura pensato per preservarne la struttura tridimensionale originaria, quella “non denaturata” appunto. Si ottiene tipicamente dalla cartilagine di sterno di pollo.
Un meccanismo d’azione diverso da quello del collagene idrolizzato
Il collagene idrolizzato viene scomposto in frammenti che, una volta assorbiti, forniscono aminoacidi e piccoli peptidi utilizzati come materiale di costruzione da diversi tessuti connettivi. Il collagene UC-II, al contrario, non punta a fornire “mattoni” da assorbire: l’ipotesi degli studiosi che lo hanno proposto si basa su un meccanismo chiamato tolleranza orale, un processo attraverso cui il sistema immunitario, esposto per via orale a piccole quantità di una proteina intatta, modula la propria risposta nei confronti di quella stessa proteina quando la incontra altrove nell’organismo, in questo caso nella cartilagine articolare. Per questo motivo il collagene UC-II viene proposto a dosaggi molto più bassi rispetto al collagene idrolizzato: si parla in genere di 40 mg al giorno, contro i diversi grammi tipici del collagene idrolizzato.
Cosa dice davvero la ricerca
Gli studi disponibili sul collagene UC-II sono meno numerosi di quelli sul collagene idrolizzato, e riguardano soprattutto la mobilità articolare in soggetti attivi o in persone con fastidi articolari legati all’età o allo sport. Alcuni trial randomizzati controllati hanno osservato un miglioramento nei punteggi di mobilità e comfort articolare rispetto al placebo, in alcuni casi con risultati comparabili a quelli ottenuti con glucosamina e condroitina nello stesso studio. Si tratta però di un numero limitato di lavori, spesso con campioni di dimensioni contenute, e la comunità scientifica concorda sulla necessità di ulteriori studi indipendenti su popolazioni più ampie prima di considerare consolidate queste evidenze. Anche in questo caso vale la stessa regola che vale per il collagene idrolizzato: il Regolamento (CE) 1924/2006 non prevede, a oggi, claim sulla salute autorizzati specificamente per il collagene (né di tipo I né di tipo II) riferiti al mantenimento delle articolazioni, e qualunque comunicazione che lasci intendere un effetto terapeutico o “curativo” non è corretta né consentita.
In cosa si distingue davvero dal collagene idrolizzato, in pratica
Le due forme non sono in competizione diretta, ma rispondono a ipotesi di meccanismo diverse: chi cerca un apporto di aminoacidi e peptidi per il tessuto connettivo in generale (pelle, tendini, articolazioni) si orienta più spesso verso il collagene idrolizzato, disponibile tipicamente in polvere da sciogliere; chi è interessato specificamente al comfort articolare, con un dosaggio giornaliero molto più contenuto e comodo (una sola capsula da 40 mg), trova nel collagene UC-II un’alternativa con un razionale scientifico differente. Non esistono al momento evidenze sufficienti per affermare che una forma sia complessivamente “migliore” dell’altra: la scelta dipende dall’obiettivo e, come sempre, dal confronto con un professionista.
Cosa sapere prima di scegliere un integratore di collagene articolare
Come per ogni integratore, conviene verificare in etichetta la fonte del collagene, il dosaggio effettivo del principio attivo (non solo il peso totale della capsula o della polvere) e la presenza di eventuali certificazioni di processo. Il collagene UC-II, derivando da cartilagine di pollo, è generalmente sconsigliato in caso di allergia nota alle proteine del pollo. In gravidanza, allattamento o in presenza di patologie autoimmuni conviene sempre parlarne prima con il proprio medico o farmacista di fiducia, anche per il meccanismo di modulazione immunitaria ipotizzato per questa forma di collagene.
Chi produce gli integratori di collagene articolare in commercio
Noebis Pharma è un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.






