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Ha un aspetto che non si dimentica facilmente: una massa bianca e globosa, ricoperta di lunghi aculei pendenti che ricordano, appunto, la criniera di un leone o la barba di un vecchio saggio. È Hericium erinaceus, conosciuto in italiano come “criniera di leone” o “fungo riccio”, uno dei funghi più riconoscibili e al tempo stesso più discussi degli ultimi anni, complice un’ondata di interesse mediatico legata a presunti effetti sulla memoria e sulla lucidità mentale. Cresce come parassita debole o saprofita su tronchi di latifoglie decidue, in particolare querce e faggi, sia in Asia sia in Europa, Italia compresa, dove è una specie protetta in diverse regioni proprio per la sua rarità in natura.

Una lunga storia tra cucina e tradizione dell’Estremo Oriente

In Cina l’Hericium erinaceus è conosciuto da secoli come hou tou gu (“fungo testa di scimmia”) ed è considerato una prelibatezza gastronomica, tanto da comparire in banchetti imperiali per la sua consistenza che, una volta cotta, ricorda vagamente quella dei crostacei o della carne di granchio — motivo per cui in inglese viene talvolta chiamato “lion’s mane” ma anche, informalmente, “fungo aragosta di mare” in alcune tradizioni culinarie. Nella medicina tradizionale cinese e in quella giapponese veniva impiegato in preparazioni legate al benessere dell’apparato digerente. Oggi viene coltivato su larga scala e si trova anche fresco in alcuni mercati specializzati europei, oltre che essiccato o in estratto.

Cosa contiene: le molecole che hanno attirato l’attenzione della ricerca

L’interesse scientifico recente verso questo fungo nasce dall’identificazione di due gruppi di composti unici, che lo distinguono dalla maggior parte degli altri funghi commestibili:

  • Erinacine, sostanze presenti soprattutto nel micelio (la parte “radicale” del fungo);
  • Ericenoni (hericenoni), presenti soprattutto nel corpo fruttifero, cioè nella parte che si vede e si raccoglie;
  • Beta-glucani e altri polisaccaridi, comuni a molti funghi medicinali e oggetto di studio per il loro ruolo di modulazione della risposta immunitaria innata;
  • Proteine, fibra e un profilo lipidico favorevole, come per la maggior parte dei funghi eduli.

Erinacine ed ericenoni sono studiati in laboratorio per la loro capacità, osservata in modelli cellulari e animali, di stimolare la sintesi di NGF (Nerve Growth Factor), una proteina naturale coinvolta nella crescita e nel mantenimento dei neuroni. È proprio questo filone di ricerca preclinica ad aver generato il boom di popolarità del fungo come presunto “nootropo naturale”.

Cosa dice davvero la ricerca scientifica (e cosa ancora non dice)

È importante distinguere con chiarezza i diversi livelli di evidenza disponibili. Gli studi che dimostrano la stimolazione della sintesi di NGF sono condotti su cellule in coltura o su animali, non sull’uomo: il fatto che una molecola stimoli la produzione di NGF in una piastra di laboratorio non significa automaticamente che assumere il fungo produca effetti misurabili e rilevanti sulla cognizione umana. Esistono anche alcuni studi clinici preliminari sull’uomo, generalmente di piccole dimensioni, breve durata e con criteri metodologici non sempre solidi, che hanno esplorato l’effetto di estratti di Hericium erinaceus su umore e performance cognitive soggettive in popolazioni specifiche.

Si tratta di un’area di ricerca scientificamente legittima e in evoluzione, ma allo stato attuale le evidenze sull’uomo non sono sufficienti per affermare che il fungo migliori la memoria, rigeneri i neuroni o prevenga il declino cognitivo. L’EFSA non ha autorizzato alcun claim salutistico specifico per Hericium erinaceus o i suoi estratti. Ogni promessa che parla di “rigenerazione nervosa” o di effetti equiparabili a un trattamento per patologie neurodegenerative va ben oltre ciò che la scienza attuale può confermare, ed è il tipo di claim che la normativa europea sugli alimenti vieta esplicitamente di attribuire a un alimento o a un integratore.

Un ingrediente da conoscere, non un sostituto di terapie

Come alimento, l’Hericium erinaceus resta una scelta interessante per chi ama la cucina micologica, con un profilo nutrizionale favorevole e un gusto delicato. Come integratore, va inteso come un complemento nell’ambito di uno stile di vita attento al benessere generale — sonno, alimentazione varia, attività fisica, stimolazione cognitiva — mai come alternativa a percorsi diagnostici o terapeutici per disturbi della memoria o dell’umore, che vanno sempre discussi con un medico.

Cautele da conoscere

L’Hericium erinaceus è generalmente ben tollerato, ma in rari casi sono state segnalate reazioni allergiche, soprattutto in persone già sensibili ad altri funghi. Alcuni dati preclinici suggeriscono una possibile interazione con farmaci antiaggreganti o anticoagulanti: una cautela prudenziale, non un rischio dimostrato con certezza nell’uomo, che comunque giustifica un confronto preventivo con il medico per chi è già in terapia. Gravidanza, allattamento ed età pediatrica richiedono sempre una valutazione medica prima dell’uso di qualsiasi integratore.

Domande frequenti

Hericium erinaceus e “lion’s mane” sono la stessa cosa?
Sì, “lion’s mane” (criniera di leone) è semplicemente il nome comune inglese più diffuso per questo fungo.

È vero che fa bene alla memoria?
Gli studi disponibili sull’uomo sono ancora preliminari e non sufficienti a dimostrarlo: la ricerca sulla stimolazione del NGF riguarda soprattutto modelli di laboratorio, non l’uomo. Diffidare di chi lo presenta come un rimedio dimostrato per problemi di memoria.

Si può mangiare come un fungo normale?
Sì, è commestibile e apprezzato in cucina, soprattutto nella tradizione asiatica, per la consistenza particolare una volta cotto.

È lo stesso fungo del reishi o dello shiitake?
No, sono tre specie di funghi completamente diverse (Hericium erinaceus, Ganoderma lucidum e Lentinula edodes), ciascuna con composizione, aspetto e tradizione d’uso proprie.


Noebis Pharma è un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.