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Nel mondo degli integratori, soprattutto quelli rivolti a chi pratica sport, capita spesso di imbattersi nel nome “crisina”, spesso accompagnato da promesse ambiziose. Prima di lasciarsi conquistare dal marketing, vale la pena capire cos’e’ davvero questo flavonoide, dove si trova in natura e, soprattutto, cosa dice davvero oggi la ricerca scientifica, distinguendo con chiarezza tra dati preclinici e reali evidenze sull’uomo.

Cos’e’ la crisina

La crisina e’ un flavone, la stessa classe chimica a cui appartengono anche apigenina e luteolina, gia’ trattate su questo blog. Si tratta di un composto naturale presente in diverse piante e prodotti dell’alveare, noto da tempo alla ricerca fitochimica per la sua struttura semplice, priva di sostituenti idrossilici sull’anello B tipici di altri flavonoidi piu’ complessi.

Dove si trova naturalmente

Le fonti piu’ note e studiate di crisina sono:

  • Miele, in particolare alcune varieta’ monoflora, dove la crisina compare tra i numerosi polifenoli naturalmente presenti;
  • Propoli, la resina prodotta dalle api a partire da secrezioni vegetali, in cui la crisina e’ uno dei flavonoidi piu’ rappresentativi;
  • Fiori di passiflora (Passiflora incarnata), pianta gia’ nota per il suo impiego tradizionale legato al rilassamento;
  • In quantita’ minori, anche in alcuni funghi e in poche altre specie vegetali.

Le concentrazioni naturali di crisina in questi alimenti e piante sono generalmente modeste: per questo motivo, la maggior parte degli integratori in commercio che la citano come ingrediente utilizza estratti concentrati, non miele o propoli semplici.

Cosa dice davvero la ricerca scientifica

La crisina e’ stata oggetto di diversi studi preclinici, condotti principalmente in vitro e su modelli animali, che hanno esplorato vari ambiti: dal comportamento antiossidante alla possibile interazione con specifici enzimi coinvolti nel metabolismo ormonale. Proprio quest’ultimo filone di ricerca preclinica ha alimentato, soprattutto nel marketing di alcuni integratori sportivi, l’idea che la crisina possa agire come “inibitore naturale dell’aromatasi” con effetti diretti sui livelli ormonali umani.

E’ importante essere chiari su questo punto: gli studi che hanno mostrato una qualche interazione della crisina con l’enzima aromatasi sono stati condotti in vitro o su animali, a concentrazioni spesso molto piu’ elevate di quelle raggiungibili con l’assunzione orale nell’uomo. Un limite fondamentale, ampiamente documentato in letteratura, e’ la scarsissima biodisponibilita’ orale della crisina: una volta ingerita, viene rapidamente metabolizzata e solo una minima parte raggiunge il circolo sanguigno in forma attiva. Per questo motivo, la comunita’ scientifica considera al momento non dimostrato che l’assunzione orale di crisina attraverso un integratore produca gli effetti ormonali suggeriti da alcuni studi di laboratorio. Non esistono claim sulla salute autorizzati dall’EFSA per la crisina, e non e’ corretto attribuirle proprieta’ terapeutiche o effetti certi sul sistema ormonale umano sulla base dei soli dati preclinici oggi disponibili.

Crisina, apigenina e luteolina: stessa famiglia, molecole diverse

Crisina, apigenina e luteolina appartengono tutte alla classe dei flavoni, ma non vanno confuse tra loro. L’apigenina e’ particolarmente concentrata nella camomilla ed e’ probabilmente il flavone piu’ studiato per il suo utilizzo tradizionale legato al relax; la luteolina si trova soprattutto in sedano, prezzemolo e peperoni verdi ed e’ oggetto di ricerca in ambito antiossidante; la crisina, come visto, e’ associata soprattutto a miele, propoli e passiflora ed e’ nota principalmente per il filone di ricerca (ancora preliminare) legato al metabolismo ormonale. Tre molecole della stessa famiglia chimica, ciascuna con una storia di ricerca e un profilo di presenza negli alimenti differente.

Domande frequenti

La crisina funziona davvero come “anti-estrogeno” naturale?

Sulla base delle evidenze scientifiche oggi disponibili, non e’ corretto affermarlo. Gli studi che hanno osservato un’interazione con l’enzima aromatasi sono preclinici (in vitro o su animali) e non dimostrano un effetto equivalente nell’uomo attraverso la normale assunzione orale, anche a causa della bassa biodisponibilita’ del composto.

Assumere miele o propoli da’ gli stessi effetti degli estratti concentrati?

No: le quantita’ di crisina presenti in miele e propoli consumati normalmente sono nettamente inferiori a quelle degli estratti concentrati utilizzati in alcuni integratori, e in ogni caso, come visto, anche per gli estratti concentrati mancano prove solide di un effetto ormonale nell’uomo.

Ci sono controindicazioni note?

Come per qualsiasi estratto vegetale concentrato, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento e’ sempre opportuno un confronto preventivo con il proprio medico o farmacista di fiducia.

Noebis Pharma: farmacisti al servizio della qualita’ degli integratori

Noebis Pharma e’ un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, e’ sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.

Immagine selezionata per finalita’ editoriali (fonte: Pexels), non correlata a specifiche formulazioni o prodotti.