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Se avete mai letto il foglietto illustrativo di un farmaco per la fragilità capillare o per il senso di gambe pesanti, molto probabilmente vi siete imbattuti in un nome: diosmina. È una delle molecole più note nella famiglia dei flavonoidi, tanto studiata in ambito farmaceutico quanto poco conosciuta nella sua origine naturale. Vediamo cos’è davvero, da dove arriva e perché è importante non confondere il suo uso storico come farmaco con quello, molto diverso, di un ingrediente in un integratore alimentare.

Cos’è la diosmina

La diosmina è un flavanone glicosilato, cioè una molecola della grande famiglia dei flavonoidi legata a uno zucchero (un ramnoglucoside). Dal punto di vista chimico è strettamente imparentata con l’esperidina, un altro flavanone di cui abbiamo già parlato: la diosmina, infatti, si ottiene dall’esperidina attraverso una reazione di deidrogenazione, un processo che può avvenire sia per via naturale sia, più spesso nell’uso farmaceutico, per semisintesi controllata in laboratorio a partire da agrumi.

In natura la diosmina si trova in tracce in diverse piante, ma la fonte più conosciuta è la buccia degli agrumi (arance amare, limoni, mandarini), dove è presente insieme a molti altri flavonoidi come esperidina, naringenina e rutina. Le quantità naturalmente presenti negli agrumi che mangiamo sono comunque molto inferiori rispetto alle dosi concentrate utilizzate nei preparati farmaceutici, che vengono ottenute tramite processi industriali di estrazione e purificazione.

La storia: perché la diosmina è famosa in farmacia

La diosmina ha una storia particolare rispetto a molti altri flavonoidi di cui abbiamo parlato in questa rubrica: è infatti uno dei pochissimi flavonoidi ad essere diventato il principio attivo di un farmaco vero e proprio, registrato e regolamentato come tale. Dagli anni ’70 esistono infatti farmaci a base di frazione flavonoica purificata micronizzata (nota con l’acronimo MPFF), in cui la diosmina rappresenta la componente principale (circa il 90%) insieme a una piccola quota di altri flavonoidi come esperidina, linarina e isorhoifolina.

È importante essere precisi su questo punto, perché è la fonte di molta confusione: quei farmaci sono autorizzati come medicinali, con indicazioni terapeutiche specifiche, dosaggi definiti su base clinica e un percorso regolatorio di autorizzazione all’immissione in commercio completamente diverso da quello di un integratore alimentare. Un integratore contenente diosmina come ingrediente non è, e non può essere presentato come, un sostituto di quel farmaco, né può vantarne le indicazioni terapeutiche. Sono due categorie di prodotto regolate da normative differenti, con obiettivi e livelli di dosaggio diversi.

Cosa dice la normativa sugli integratori alimentari

Per gli integratori alimentari, il quadro di riferimento europeo è il Regolamento (CE) n. 1924/2006 sui claim nutrizionali e sulla salute, insieme al registro EFSA delle indicazioni autorizzate. Ad oggi non esiste un’indicazione sulla salute (health claim) specificamente autorizzata per la diosmina come ingrediente di un integratore alimentare. Questo significa che un produttore serio non può attribuire alla diosmina, in un contesto di integrazione alimentare, effetti sulla circolazione, sulla fragilità capillare o sul senso di pesantezza delle gambe: sarebbero claim non autorizzati, anche se motivati dall’uso farmaceutico storico della molecola.

Questa distinzione tra “quello che fa un farmaco autorizzato con quella sostanza” e “quello che si può legalmente dire di un ingrediente in un integratore” è centrale per capire come vada letta qualunque informazione sulla diosmina che si trova online, spesso scritta in modo impreciso o fuorviante.

Diosmina e altri flavonoidi degli agrumi: una grande famiglia

La diosmina fa parte di un gruppo di molecole strettamente correlate che si trovano insieme nella buccia e nella parte bianca (albedo) degli agrumi: esperidina, naringenina, narirutina, e la rutina di cui parliamo nel prossimo articolo di questa serie. Chimicamente si tratta quasi sempre di piccole variazioni sullo stesso scheletro flavonoico: un flavanone o un flavonolo, legato o meno a uno zucchero, con o senza un doppio legame aggiuntivo nell’anello centrale. Sono differenze che sembrano piccole sulla carta ma che cambiano in modo sostanziale il comportamento della molecola, la sua solubilità e il modo in cui viene metabolizzata dall’organismo.

Dal punto di vista della ricerca di base, questi composti continuano a essere oggetto di studio da parte del mondo accademico per comprenderne meglio il metabolismo e le interazioni a livello cellulare, un filone di ricerca ancora attivo e in evoluzione, distinto e diverso dagli studi clinici sui farmaci registrati.

Diosmina negli alimenti: quanto ne assumiamo davvero

Se seguite un’alimentazione ricca di frutta e verdura, in particolare di agrumi consumati anche con la parte bianca interna (l’albedo, quella pellicola che molti scartano), introducete piccole quantità di diosmina e dei suoi “cugini” flavonoidi in modo del tutto naturale. Un consiglio pratico e semplice, che vale per tutta la famiglia dei flavonoidi degli agrumi: quando sbucciate un’arancia o un mandarino, provate a non eliminare completamente la parte bianca interna, perché è proprio lì che si concentra la maggior parte di questi composti, molto più che nella sola polpa.

Questo non significa che mangiare la buccia degli agrumi equivalga in alcun modo all’assunzione di un farmaco a base di frazione flavonoica purificata: le quantità e le forme chimiche sono completamente diverse. È semplicemente un’informazione nutrizionale corretta su dove si trovano questi composti in natura.

Domande frequenti

La diosmina di un integratore funziona come il farmaco?
No. Un farmaco a base di frazione flavonoica purificata è un medicinale registrato, con dosaggi ed evidenze cliniche specifiche per un’indicazione terapeutica precisa. Un integratore alimentare contenente diosmina è un prodotto diverso, non autorizzato a vantare le stesse indicazioni.

Posso assumere un integratore con diosmina se prendo già un farmaco venotonico?
È una domanda da porre sempre al proprio medico o farmacista di fiducia, che conosce la vostra situazione clinica specifica e può valutare eventuali interazioni o sovrapposizioni.

Dove si trova naturalmente la diosmina?
Principalmente nella buccia e nell’albedo degli agrumi, insieme ad altri flavonoidi come esperidina e naringenina, generalmente in quantità molto più basse rispetto alle dosi farmaceutiche concentrate.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono in alcun modo il parere di un medico o di un farmacista. Noebis Pharma è un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.