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Perché il sole rende i capelli più chiari in estate

Ogni anno, con l’arrivo della bella stagione, capita di notare, dopo settimane di mare e giornate all’aperto, che i capelli sembrano un po’ più chiari rispetto all’inverno, con riflessi dorati, ramati o quasi biondi che prima dell’estate semplicemente non c’erano. Non è un’impressione: è l’effetto diretto dei raggi ultravioletti sulla melanina, il pigmento naturale che dà colore ai capelli. L’esposizione prolungata e ripetuta al sole scompone progressivamente, giorno dopo giorno, le molecole di melanina presenti nel fusto del capello, attraverso un meccanismo che coinvolge sia i raggi UVA sia i raggi UVB, in un processo di ossidazione fotochimica che, con il tempo e l’accumulo di ore al sole, si traduce in una schiaritura visibile a occhio nudo, un processo del tutto naturale e non legato in alcun modo a un danno acuto immediato, ma a un effetto che si accumula gradualmente giorno dopo giorno.

Questo fenomeno riguarda soprattutto la parte più esposta del capello, cioè le lunghezze e le punte, che ricevono più luce diretta rispetto alla radice protetta dal cuoio capelluto e spesso dai capelli sovrastanti. Per questo è comune vedere, verso fine estate, una differenza di tono ben visibile tra le radici più scure, rimaste più protette durante l’inverno e la primavera, e le punte più chiare e dorate esposte per mesi al sole diretto: non è un effetto di styling, ma il risultato accumulato di settimane di esposizione solare che agisce in modo graduale e progressivo sulla struttura del pigmento, tanto che molte persone notano il cambiamento solo confrontando una foto di inizio estate con una di fine agosto.

Perché alcuni capelli si schiariscono più di altri

L’intensità dell’effetto varia molto da persona a persona, e dipende soprattutto dal tipo e dalla quantità di melanina presente naturalmente nei capelli fin dall’inizio dell’estate. I capelli naturalmente chiari, biondi o castano chiaro, tendono a schiarirsi in modo più evidente e rapido perché contengono meno pigmento da degradare, mentre i capelli scuri o neri, ricchi di eumelanina, richiedono un’esposizione molto più prolungata e intensa prima che il cambiamento diventi apprezzabile a occhio nudo. Anche la struttura del capello conta: capelli più sottili, fini e porosi assorbono più facilmente i raggi UV in profondità nel fusto, accentuando l’effetto schiarente rispetto a capelli spessi e compatti, che invece oppongono una barriera naturale più efficace alla penetrazione dei raggi ultravioletti nel fusto.

Sale marino e cloro delle piscine amplificano ulteriormente il fenomeno, agendo insieme al calore e alla luce solare in una combinazione che accelera visibilmente i tempi della schiaritura rispetto a chi resta più spesso all’ombra o lontano dall’acqua, perché entrambi tendono a sollevare meccanicamente le squame della cuticola del capello, cioè la parte più esterna che normalmente protegge tutto il fusto, rendendo la struttura interna più esposta all’azione dei raggi ultravioletti. È il motivo per cui chi trascorre molte ore in acqua di mare o in piscina durante l’estate nota spesso una schiaritura più marcata e più rapida rispetto a chi si espone al sole senza fare il bagno, un aspetto utile da tenere presente per chi frequenta assiduamente la spiaggia o la piscina durante tutta la stagione estiva, magari più volte a settimana.

Il prezzo nascosto: cosa succede oltre al colore

La schiaritura estetica non è l’unico effetto del sole sui capelli, ed è spesso quello meno problematico dei due, per quanto sia il più immediatamente visibile e il più discusso in estate. Gli stessi raggi ultravioletti che degradano la melanina indeboliscono anche le proteine della cheratina che compongono la struttura del capello, rendendolo progressivamente più poroso, più secco e più fragile. È un processo simile, su scala diversa, a quello che il sole provoca sulla pelle: un danno cumulativo che si accumula esposizione dopo esposizione, giorno dopo giorno sotto lo stesso sole che regala il colore più chiaro tanto apprezzato, spesso senza sintomi immediati evidenti, ma che con il passare delle settimane diventa via via più facile da notare al tatto oltre che alla vista.

Il risultato pratico, riscontrabile praticamente da chiunque trascorra molte settimane all’aperto durante l’estate, è che i capelli schiariti dal sole tendono a essere anche più opachi, più soggetti a nodi e più difficili da pettinare rispetto a prima dell’estate, perché la cuticola sollevata non riflette più la luce in modo uniforme e trattiene meno l’umidità naturale del capello. Chi nota capelli particolarmente crespi, secchi o sfibrati dopo settimane al sole sta osservando proprio questo secondo effetto, che si somma a quello puramente cromatico della schiaritura, ed è proprio questo secondo aspetto a richiedere attenzioni diverse e più mirate per essere gestito bene, distinte da quelle pensate solo per mantenere vivo il colore.

Come prendersi cura dei capelli esposti al sole

Come per la pelle, proteggere i capelli prima dell’esposizione è sempre più efficace che intervenire per rimediare dopo che il danno si è già accumulato: cappelli a tesa larga, foulard e spray specifici con filtro UV per capelli riducono la quantità di raggi che raggiungono direttamente il fusto, limitando sia la schiaritura indesiderata sia il danno strutturale. Anche il semplice gesto di sciacquare i capelli con acqua dolce subito dopo il bagno in mare o in piscina aiuta molto a rimuovere sale e cloro prima che questi abbiano il tempo di agire a lungo sulla cuticola sollevata dal calore e dal sole.

Durante i mesi estivi può essere utile privilegiare shampoo delicati, formulati per capelli stressati dal sole, e maschere nutrienti più frequenti rispetto al resto dell’anno, concedendosi qualche giorno di pausa dallo styling quando possibile, oltre a ridurre l’uso di piastre e phon ad alte temperature che si sommerebbero al danno già causato dal sole. Tagliare regolarmente le punte più sfibrate, magari con la classica spuntatina di fine estate, aiuta inoltre a mantenere i capelli in ordine, eliminando la parte più esposta e più danneggiata prima che il problema si estenda ulteriormente verso l’alto lungo la lunghezza del capello, mantenendo un aspetto più sano, curato e ordinato fino alla fine della stagione e anche nei mesi successivi.

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