Perché dormire seduti affatica così tanto il collo
La testa di un adulto pesa mediamente tra i quattro e i cinque chili, un peso non indifferente che, in condizioni normali, viene sostenuto dalla colonna cervicale in modo relativamente equilibrato quando si è svegli ed eretti. Durante il sonno, però, i muscoli del collo si rilassano naturalmente, e se non c’è un adeguato supporto esterno, come un cuscino sagomato o un poggiatesta regolabile, la testa tende a ciondolare lateralmente o in avanti, costringendo alcuni gruppi muscolari a un lavoro statico prolungato per evitare che ciò accada del tutto.
Questo lavoro muscolare asimmetrico e prolungato, mantenuto per ore mentre si dorme seduti su un treno, un aereo o un’auto, porta a un accumulo di tensione in alcune fibre muscolari mentre altre restano inattive, uno squilibrio che il corpo percepisce chiaramente al risveglio sotto forma di rigidità, dolore e ridotta capacità di movimento del collo, il classico torcicollo da viaggio.
I fattori che peggiorano la situazione durante un viaggio
Alcuni elementi tipici dei viaggi lunghi amplificano ulteriormente il problema. Le vibrazioni costanti di un treno o di un’auto in movimento impediscono ai muscoli del collo di raggiungere un vero stato di rilassamento, mantenendoli in una condizione di lieve tensione continua anche quando si crede di essersi addormentati profondamente. Anche il flusso d’aria condizionata diretto sul collo, comune su aerei e treni nelle giornate calde, può contribuire a irrigidire la muscolatura locale, sommandosi alla posizione scorretta.
I classici cuscini da viaggio a ferro di cavallo, per quanto diffusi, non sempre offrono un supporto adeguato: se troppo morbidi o mal posizionati, permettono comunque alla testa di scivolare lateralmente, vanificando in parte il loro scopo. Anche la posizione generale del corpo conta: un sedile molto reclinato senza un adeguato sostegno lombare può portare a compensazioni posturali che si ripercuotono, indirettamente, anche sulla tensione del collo e delle spalle.
Cosa fare subito dopo per alleviare il dolore
Al risveglio con un torcicollo, il primo passo utile è muovere il collo con delicatezza e gradualità, evitando movimenti bruschi o la tentazione di “scrocchiarlo” forzatamente. Piccole rotazioni lente in entrambe le direzioni, inclinazioni laterali dolci e lievi flessioni in avanti, ripetute con calma, aiutano a riattivare progressivamente la circolazione nella zona senza sovraccaricare ulteriormente i muscoli già in tensione.
L’applicazione di calore, tramite una borsa dell’acqua calda avvolta in un panno o una doccia calda diretta sulla zona, tende a essere più efficace del freddo in questo tipo di dolore muscolare da postura, perché favorisce il rilassamento delle fibre contratte. Un leggero automassaggio con le dita, esercitando una pressione delicata sui punti più tesi, può offrire un ulteriore sollievo temporaneo mentre il corpo si riadatta alla posizione eretta.
Come prevenirlo nei prossimi viaggi
Investire in un cuscino da viaggio di buona qualità, magari a forma di J o con un supporto laterale più rigido rispetto ai modelli classici a ferro di cavallo, può fare una differenza significativa nel mantenere la testa allineata durante il sonno. Regolare con cura il poggiatesta del sedile, quando disponibile, e cercare di mantenere una posizione il più possibile centrata, evitando di appoggiare la testa ripetutamente sempre dallo stesso lato, aiuta a distribuire meglio il carico sui muscoli del collo.
Durante viaggi molto lunghi, alzarsi periodicamente per sgranchirsi, quando la situazione lo consente, interrompe il periodo di immobilità prolungata e riduce l’accumulo di tensione. Indossare uno strato in più intorno al collo, come una sciarpa leggera, può inoltre proteggere la zona dal flusso diretto dell’aria condizionata, un accorgimento semplice ma spesso trascurato che può fare la differenza tra arrivare a destinazione riposati o con un fastidioso torcicollo.
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