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Come il caldo influisce sulla pressione sanguigna

Con l’aumento delle temperature, il corpo attiva un meccanismo di termoregolazione chiamato vasodilatazione periferica: i vasi sanguigni vicini alla superficie della pelle si allargano per favorire la dispersione del calore corporeo verso l’esterno. Questo meccanismo, per quanto utile a mantenere la temperatura interna sotto controllo, ha un effetto collaterale diretto sulla pressione sanguigna, che tende ad abbassarsi leggermente proprio a causa di questa dilatazione diffusa dei vasi.

In molte persone questo calo di pressione estivo è impercettibile, ma in chi ha già una pressione tendenzialmente bassa, o in chi si alza rapidamente da seduto o sdraiato, può tradursi in quella sensazione familiare di testa leggera, vista che si annebbia per qualche istante o lieve stordimento, soprattutto nelle giornate più calde e afose.

Il ruolo della disidratazione e della sudorazione

A peggiorare la situazione contribuisce spesso la disidratazione, anche lieve, dovuta alla maggiore sudorazione tipica delle giornate calde. Il volume di sangue circolante dipende in parte dalla quantità di liquidi presenti nell’organismo: quando questi liquidi diminuiscono per la sudorazione e non vengono reintegrati a sufficienza, il volume di sangue si riduce leggermente, amplificando ulteriormente l’effetto della vasodilatazione sulla pressione e aumentando la probabilità di avvertire capogiri, soprattutto passando rapidamente dalla posizione seduta a quella in piedi.

Anche la perdita di sali minerali attraverso il sudore, in particolare sodio e potassio, gioca un ruolo in questo equilibrio, perché questi elettroliti sono coinvolti nella regolazione della pressione sanguigna e dell’equilibrio idrico dell’organismo.

Chi è più predisposto a sentirsi stordito con il caldo

Alcune categorie di persone tendono a essere più sensibili a questi episodi durante l’estate: chi ha già una pressione bassa per costituzione, le persone anziane, che hanno spesso meccanismi di regolazione della pressione meno reattivi, e chi assume farmaci che agiscono sulla pressione sanguigna, per cui è sempre importante seguire le indicazioni del proprio medico durante i mesi più caldi, senza modificare autonomamente le terapie in corso.

Anche chi pratica attività fisica intensa nelle ore più calde della giornata, o chi trascorre molto tempo in ambienti molto caldi e poco ventilati, come una spiaggia senza ombra nelle ore centrali, è più esposto a questo tipo di episodi rispetto a chi adotta maggiori precauzioni.

Cosa fare per prevenire questi episodi

Alzarsi lentamente dalla posizione seduta o sdraiata, dando al corpo il tempo di adattare la pressione al cambio di postura, è uno degli accorgimenti più semplici ed efficaci. Bere acqua regolarmente durante la giornata, senza aspettare di avere sete, aiuta a mantenere un adeguato volume di liquidi circolanti. Evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore più calde, cercare ambienti freschi e ombreggiati, e non esagerare con l’attività fisica nelle giornate di caldo intenso sono ulteriori precauzioni sensate.

Se il senso di stordimento è frequente, intenso, accompagnato da svenimenti veri e propri, dolore al petto o difficoltà respiratorie, è sempre importante consultare un medico, perché in questi casi il disturbo potrebbe non essere legato semplicemente al caldo ma richiedere una valutazione più approfondita. Anche chi soffre già di patologie cardiovascolari dovrebbe parlare con il proprio medico di eventuali precauzioni specifiche da adottare durante l’estate.

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