Il nome “acido pantotenico” deriva dal greco “pantothen”, che significa “da ogni parte”, e non è un caso: questa vitamina del gruppo B è presente, seppur in piccole quantità, in quasi tutti gli alimenti di origine sia animale che vegetale. Proprio per questa sua diffusione capillare nella dieta, le carenze conclamate di vitamina B5 sono estremamente rare nei paesi con un’alimentazione varia, ma questo non significa che il suo ruolo nell’organismo sia meno importante.
Un cofattore indispensabile per il metabolismo
L’acido pantotenico è un componente essenziale del coenzima A, una molecola coinvolta in centinaia di reazioni metaboliche legate alla produzione di energia da carboidrati, grassi e proteine. L’EFSA, l’autorità europea per la sicurezza alimentare, riconosce alla vitamina B5 diverse indicazioni sulla salute autorizzate quando l’apporto giornaliero raggiunge la soglia che le giustifica: contribuisce al normale metabolismo energetico, alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento, alla normale sintesi e al normale metabolismo degli ormoni steroidei, della vitamina D e di alcuni neurotrasmettitori, e a normali prestazioni mentali.
Quest’ultimo claim, quello sulle prestazioni mentali, è probabilmente il meno conosciuto tra questi, eppure è uno dei più specifici e interessanti: pochi nutrienti hanno un’indicazione EFSA che tocca esplicitamente le funzioni cognitive in questi termini.
Perché il corpo non riesce a farne scorta
Essendo una vitamina idrosolubile, il corpo non può accumulare l’acido pantotenico per periodi prolungati: l’eccesso viene eliminato attraverso le urine, il che significa che l’apporto va garantito con regolarità attraverso l’alimentazione. Le fonti più concentrate includono l’avocado, i funghi, il tuorlo d’uovo, i legumi e i cereali integrali, oltre a carne e pesce.
Un ruolo particolare nel supporto mentale
Il collegamento tra acido pantotenico e prestazioni mentali normali lo rende un nutriente di interesse in tutte quelle formulazioni pensate per il supporto della concentrazione e della lucidità in momenti di richiesta cognitiva intensa. Spesso lo si trova abbinato alla vitamina B6, con cui condivide diversi ruoli metabolici e neurologici, in prodotti pensati per chi cerca un supporto mirato in questo ambito.
Come trovarlo in un integratore, con il claim reale
Per chi cerca un apporto di acido pantotenico all’interno di una formula pensata per il supporto mentale, Noebis Pharma propone Calm Focus 300, un integratore a base di fosfatidilserina, L-teanina, acido pantotenico e vitamina B6. La dose giornaliera di 2 capsule apporta il 100% dei valori nutritivi di riferimento di acido pantotenico e vitamina B6: l’acido pantotenico contribuisce a normali prestazioni mentali; la vitamina B6 contribuisce alla normale funzione psicologica e al normale funzionamento del sistema nervoso; vitamina B6 e acido pantotenico contribuiscono insieme alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento.
Il claim riguarda specificamente l’acido pantotenico e la vitamina B6 presenti nella formula, alle quantità che la normativa europea riconosce come sufficienti a giustificarlo. Fosfatidilserina e L-teanina, pur presenti nella formula in dosi significative, non hanno claim sulla salute autorizzati dall’EFSA come sostanze a sé: la loro presenza è descritta come caratteristica della formulazione, senza attribuire loro benefici che la normativa non riconosce.
Piccola nel nome, presente ovunque nella dieta
L’acido pantotenico è un buon esempio di come un nutriente possa essere fondamentale senza essere raro: la sfida, per il corpo, non è trovarlo negli alimenti, ma mantenerne un apporto costante giorno dopo giorno, dato che non può essere immagazzinato. Un piccolo dettaglio che vale la pena conoscere, soprattutto per chi cerca il proprio equilibrio quotidiano tra energia e lucidità mentale.


