Chi cerca informazioni sull’inositolo si imbatte quasi subito in due sigle che sembrano tecnicismi da laboratorio: myo-inositolo e D-chiro-inositolo. Sono entrambe forme della stessa sostanza, ma non sono intercambiabili: il corpo le usa in modo diverso, le trova in proporzioni molto precise, e gli integratori in commercio le propongono da sole o combinate in rapporti specifici. Vediamo cosa le distingue davvero, senza semplificazioni eccessive.
Due isomeri della stessa molecola
L’inositolo è uno zucchero-alcol naturalmente presente nell’organismo e in diversi alimenti, spesso chiamato in passato “vitamina B8” anche se tecnicamente non rientra nella classificazione ufficiale delle vitamine: il corpo umano è in grado di sintetizzarlo autonomamente a partire dal glucosio. Esistono nove possibili isomeri stereochimici dell’inositolo, ma solo due sono rilevanti dal punto di vista nutrizionale e sono di gran lunga i più studiati: il myo-inositolo, la forma più abbondante in natura e nei tessuti umani, e il D-chiro-inositolo, presente in quantità molto più contenute.
La differenza tra le due molecole è minima dal punto di vista chimico (uno stereoisomero dell’altro), ma si traduce in un comportamento metabolico diverso: il D-chiro-inositolo si forma a partire dal myo-inositolo grazie a un enzima specifico (una epimerasi insulino-dipendente), che converte una parte della forma più abbondante nell’altra a seconda del tessuto e delle esigenze metaboliche locali.
Il rapporto naturale 40:1
Uno degli aspetti più citati nella letteratura scientifica su questo argomento è il rapporto fisiologico tra le due forme nel plasma e in molti tessuti umani, che si aggira mediamente intorno a 40 parti di myo-inositolo per 1 parte di D-chiro-inositolo. Questo rapporto non è casuale: riflette il fatto che i due isomeri, pur derivando l’uno dall’altro, svolgono funzioni distinte a livello cellulare, e un equilibrio alterato tra le due forme è uno degli aspetti che la ricerca scientifica indipendente ha esplorato negli ultimi due decenni, in particolare in relazione al metabolismo del glucosio.
È proprio da questa osservazione che nasce la scelta, molto diffusa tra i produttori di integratori, di riprodurre nelle formulazioni combinate un rapporto myo:D-chiro vicino a quello fisiologico (tipicamente 40:1), anziché proporre le due forme in quantità uguali.
Dove si trovano negli alimenti
L’inositolo, in entrambe le sue forme, è presente in una discreta varietà di alimenti. Le fonti alimentari più significative includono:
- agrumi (soprattutto arance e pompelmi, tra i più ricchi in assoluto);
- cereali integrali e crusca;
- legumi, in particolare fagioli e lenticchie;
- frutta secca a guscio;
- alcune verdure, come cavoli e pomodori.
Una dieta varia ed equilibrata fornisce quindi normalmente una certa quota di inositolo, anche se la quantità che arriva effettivamente dagli alimenti dipende molto dalle abitudini individuali.
Cosa dice davvero la ricerca (e cosa non dice l’EFSA)
Per l’inositolo, in nessuna delle sue forme, risultano attualmente claim nutrizionali o salutistici autorizzati dall’EFSA ai sensi del Regolamento (CE) 1924/2006. Questo significa che, dal punto di vista regolatorio europeo, non è consentito attribuire a myo-inositolo o D-chiro-inositolo alcuna proprietà relativa al mantenimento di normali funzioni dell’organismo, né tantomeno effetti terapeutici, preventivi o curativi su alcuna condizione.
Questo non significa che l’argomento sia privo di interesse scientifico: myo-inositolo e D-chiro-inositolo, da soli o in combinazione, sono tra gli ingredienti più studiati nella letteratura indipendente dedicata al benessere metabolico femminile, con un numero rilevante di pubblicazioni su riviste peer-reviewed. Si tratta però di letteratura scientifica che, per quanto ampia, non equivale a un claim salutistico approvato a livello europeo: le informazioni su questo ingrediente restano quindi a carattere descrittivo, e chi è interessato all’argomento per una condizione specifica dovrebbe sempre confrontarsi con il proprio medico o ginecologo, senza affidarsi a un integratore come sostituto di un percorso di cura.
Myo da solo o combinazione myo + D-chiro: come si presentano gli integratori
In commercio si trovano principalmente tre tipologie di prodotto:
- myo-inositolo da solo, in polvere o compresse, spesso a dosaggi che ricalcano i protocolli più citati nella letteratura scientifica disponibile;
- combinazioni di myo-inositolo e D-chiro-inositolo, tipicamente nel rapporto 40:1 sopra descritto;
- formulazioni con l’aggiunta di acido folico o altri nutrienti complementari, pensate per un uso combinato.
Nella scelta tra le diverse opzioni vale la pena considerare la forma (myo da sola o combinazione), il dosaggio complessivo per porzione, il rapporto tra le due forme se combinate, e la trasparenza dell’etichetta su ingredienti ed eccipienti.
Un ultimo consiglio
Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano. Non superare la dose giornaliera consigliata riportata in etichetta e, in caso di dubbi sull’utilizzo, in gravidanza o allattamento, o in presenza di patologie metaboliche o terapie farmacologiche in corso, consultare sempre il medico o il farmacista prima dell’uso.
Domande frequenti
Myo-inositolo e D-chiro-inositolo sono la stessa cosa?
No: sono due isomeri della stessa molecola, presenti nell’organismo in proporzioni molto diverse (circa 40:1 in favore del myo-inositolo) e con un comportamento metabolico distinto.
Perché molti integratori usano il rapporto 40:1?
Perché riproduce la proporzione fisiologica tra le due forme osservata nel plasma e in diversi tessuti umani, un rapporto ampiamente citato nella letteratura scientifica indipendente sull’argomento.
Esiste un claim EFSA per l’inositolo?
No, ad oggi non risultano claim nutrizionali o salutistici autorizzati dall’EFSA per l’inositolo, in nessuna delle sue forme.
Chi siamo
Noebis Pharma è un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.
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