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Prima ancora che il resto del paese si svegli, il casaro è già al lavoro. La lavorazione del latte fresco, appena munto, non aspetta: va trasformata in poche ore, mentre è ancora calda, seguendo tempi che il casaro conosce a memoria ma che non permettono distrazioni o rimandi. È un mestiere che comincia sempre prestissimo, spesso prima dell’alba, e che scandisce l’intera giornata attorno al ritmo del latte.

Dentro grandi caldaie, tradizionalmente di rame, il latte viene scaldato, cagliato, lavorato con attrezzi che affondano nella massa densa e pesante. Il casaro impara a riconoscere il momento giusto non da un timer, ma dal tatto, dall’odore, dalla consistenza sotto le mani: un sapere antico che si tramanda più con la pratica che con le parole.

Il calore e il vapore: una giornata vissuta accanto al fuoco

Le caldaie per la lavorazione del latte richiedono calore costante, spesso generato da un fuoco vivo o da vapore diretto. Chi lavora il formaggio trascorre gran parte della giornata a distanza ravvicinata da questa fonte di calore, in un ambiente caldo e umido che mette a dura prova l’idratazione e la resistenza fisica, indipendentemente dalla stagione esterna.

Le braccia e la schiena: sollevare, mescolare, pressare

Mescolare grandi quantità di latte e cagliata richiede forza costante nelle braccia, mantenuta per minuti interi senza interruzione. A questo si aggiunge il sollevamento delle forme di formaggio, spesso pesanti diverse decine di chili, che vanno spostate, girate, pressate negli stampi e poi trasportate nelle celle di stagionatura. È un lavoro fisico continuo, che nel tempo mette a dura prova braccia, spalle e schiena.

Gli orari che non seguono un calendario normale

Il latte non aspetta i fine settimana né le festività: la lavorazione quotidiana richiede una presenza costante, spesso tutti i giorni dell’anno, con orari che iniziano molto prima della maggior parte degli altri mestieri. Questo ritmo di vita, sostenuto per anni, richiede una disciplina fisica e mentale non indifferente, e un adattamento del proprio corpo a orari che si scontrano spesso con i normali ritmi sociali.

L’umidità delle celle di stagionatura

Buona parte del lavoro del casaro si svolge anche nelle celle di stagionatura, ambienti freschi e molto umidi dove le forme di formaggio riposano e maturano per settimane o mesi. Il passaggio ripetuto tra il calore della caldaia e l’umidità fredda delle celle, più volte al giorno, sottopone il corpo a sbalzi termici continui che richiedono un’attenzione particolare al proprio benessere generale.

Un mestiere così esigente, fatto di orari serrati, sforzo fisico costante e ambienti diversi affrontati nella stessa giornata, merita la stessa cura che il casaro dedica al proprio formaggio: un riposo adeguato, un’attenzione costante all’idratazione e uno stile di vita che sostenga l’energia necessaria per affrontare ogni alba con la stessa dedizione.

Albe prestissimo e un corpo che deve ripartire subito

Iniziare la giornata quando è ancora buio, in un ambiente caldo e umido come quello della caseificazione, richiede all’organismo un adattamento continuo. Le vitamine del gruppo B contribuiscono alla riduzione di stanchezza e affaticamento e al normale metabolismo energetico, un supporto utile per chi comincia a lavorare prima dell’alba quasi ogni giorno.

Per chi affronta orari così mattutini, nell’ambito di una dieta varia ed equilibrata, la linea Noebis Pharma propone B-Complex completo con Vitamina C.