C’è un’idea diffusa secondo cui chi lavora in piscina, tra acqua e nuoto, faccia un mestiere leggero, quasi rilassante. La realtà di chi insegna nuoto per professione è diversa: gran parte della giornata lavorativa si trascorre a bordo vasca, non necessariamente in acqua, sorvegliando allievi, dando indicazioni a voce alta, respirando per ore l’aria di un ambiente chiuso, caldo e umido, saturo dei vapori del cloro. È un mestiere che mette alla prova il corpo in modi molto diversi da quelli che si immaginano.
L’aria delle piscine coperte non è un dettaglio da poco
Le piscine indoor, per garantire l’igiene dell’acqua, utilizzano cloro o altri disinfettanti che, in un ambiente chiuso e poco ventilato, si trasformano in vapori che restano sospesi nell’aria per ore. Chi lavora tutti i giorni a bordo vasca, per turni lunghi, respira questi vapori in modo continuativo, un’esposizione ben diversa da quella di chi frequenta la piscina un paio di volte a settimana. I professionisti più attenti scelgono, quando possibile, impianti con una buona ventilazione e fanno attenzione a uscire regolarmente all’aria aperta durante le pause, per dare ai polmoni un sollievo dall’ambiente chiuso.
La voce che deve farsi sentire sopra l’acqua e gli schizzi
Impartire istruzioni a bordo vasca, spesso a gruppi numerosi e in un ambiente acusticamente riflettente e rumoroso, richiede uno sforzo vocale continuo e intenso, paragonabile a quello di altre professioni basate sulla voce, ma con la variabile aggiuntiva dell’umidità e dei vapori chimici che possono irritare ulteriormente le mucose della gola. Bere acqua regolarmente durante il turno e non forzare mai la voce oltre il necessario, preferendo tecniche di proiezione vocale corrette, sono abitudini che gli istruttori più esperti imparano con l’esperienza.
La pelle e i capelli, esposti ogni giorno
Anche senza nuotare per ore come gli allievi, chi lavora a bordo vasca è comunque esposto agli spruzzi e all’umidità clorata per l’intero turno, un contatto che nel tempo può seccare pelle e capelli in modo simile a un’esposizione da nuoto regolare. Prodotti detergenti e idratanti specifici, utilizzati con costanza dopo ogni turno di lavoro, aiutano a contrastare questo effetto cumulativo.
In piedi per ore, con un occhio sempre vigile
Camminare avanti e indietro lungo il bordo vasca, restare in piedi per l’intera durata delle lezioni, mantenere costantemente alta l’attenzione sulla sicurezza degli allievi in acqua: sono tutti elementi che si sommano nell’arco di una giornata lavorativa intensa. Scarpe antiscivolo adeguate e pause regolari per sedersi, quando l’organizzazione del lavoro lo consente, aiutano a gestire questo affaticamento fisico continuo.
Un mestiere che chiede attenzione al proprio benessere quanto a quello degli allievi
Chi insegna nuoto trascorre la propria carriera prendendosi cura della sicurezza e dell’apprendimento di altre persone, spesso bambini, ma dedica meno attenzione alla cura del proprio corpo, esposto quotidianamente a un ambiente specifico e impegnativo. Gli istruttori più esperti imparano con il tempo che questa cura di sé — respiratoria, vocale, cutanea — non è un lusso, ma una parte necessaria per continuare a fare bene questo mestiere per molti anni.
Pelle e sistema immunitario a contatto continuo con il cloro
Trascorrere ore in acqua clorata, ogni giorno, mette alla prova la pelle più di quanto si pensi. La biotina contribuisce al mantenimento della normale funzionalità della pelle, un supporto utile per chi ha un’esposizione quotidiana e prolungata al cloro delle piscine. Lo zinco e la vitamina C contribuiscono entrambi alla normale funzione del sistema immunitario e alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo.
Per chi lavora in piscina praticamente ogni giorno, nell’ambito di una dieta varia ed equilibrata, la linea Noebis Pharma propone Biotina, Zinco Bisglicinato e Vitamina C.



