Perché in estate il naso sanguina più facilmente
L’interno del naso è rivestito da una mucosa ricca di piccoli vasi sanguigni molto superficiali e delicati, concentrati soprattutto nella parte anteriore del setto nasale. Questa rete di capillari ha il compito di riscaldare e umidificare l’aria che respiriamo, ma proprio per la sua posizione così esposta è particolarmente sensibile a secchezza, sbalzi di temperatura e piccoli traumi, come uno starnuto energico o anche solo il contatto con un dito.
In estate diversi fattori si sommano per aumentare il rischio di epistassi, il termine medico per indicare il sanguinamento dal naso. Il caldo intenso, l’esposizione prolungata al sole, gli sbalzi tra l’aria calda esterna e quella condizionata degli ambienti interni, e una minore attenzione all’idratazione generale del corpo possono seccare la mucosa nasale, rendendola più fragile e incline a piccole lesioni che sanguinano facilmente.
Il ruolo dell’aria condizionata e degli ambienti secchi
L’aria condizionata, per quanto preziosa nelle giornate più calde, tende a ridurre significativamente l’umidità dell’aria negli ambienti chiusi. Trascorrere molte ore in stanze climatizzate, specialmente con temperature impostate molto basse, può seccare progressivamente le mucose delle vie respiratorie superiori, naso compreso, aumentando la sensazione di naso “chiuso e secco” e la fragilità dei piccoli vasi sanguigni superficiali.
Anche i lunghi voli aerei, con la loro aria particolarmente secca in cabina, e i lunghi tragitti in auto con il climatizzatore acceso puntato direttamente sul viso, possono contribuire allo stesso fenomeno. Chi soffre già di riniti allergiche stagionali o tende a soffiarsi il naso con più frequenza in estate, magari per via di pollini o polvere, ha in genere una mucosa nasale già più irritata e quindi più esposta a piccoli sanguinamenti.
Cosa fare durante un episodio di epistassi
Se il naso inizia a sanguinare, la prima cosa da fare è restare seduti, mantenendo la testa leggermente inclinata in avanti, non all’indietro: contrariamente a quanto si pensa spesso, piegare la testa indietro fa scendere il sangue in gola invece di fermare il sanguinamento. Con due dita, si comprime delicatamente ma con decisione la parte molle del naso, appena sotto l’osso, mantenendo la pressione per circa dieci minuti consecutivi senza interromperla per controllare se il sangue si è fermato.
Respirare dalla bocca durante questi minuti, evitare di parlare, tossire o soffiarsi il naso, e applicare eventualmente un panno freddo sulla radice del naso o sulla nuca possono aiutare a favorire la vasocostrizione e accelerare la risoluzione dell’episodio. Una volta fermato il sanguinamento, è bene evitare di soffiarsi il naso con forza per almeno alcune ore, per non rischiare di riaprire la piccola lesione appena formatasi.
Come prevenirla e quando consultare un medico
Per ridurre il rischio di episodi ricorrenti, può essere utile mantenere una buona idratazione generale bevendo a sufficienza durante la giornata, evitare sbalzi troppo bruschi tra ambienti molto caldi e molto climatizzati, e prestare attenzione a non soffiarsi il naso con eccessiva forza. In casa o in ufficio, un umidificatore può contribuire a mantenere un livello di umidità dell’aria più equilibrato durante le ore in cui il condizionatore resta acceso a lungo.
Un episodio occasionale di epistassi che si ferma entro pochi minuti con la pressione manuale non è generalmente motivo di preoccupazione. È invece opportuno rivolgersi a un medico se il sanguinamento non si arresta dopo venti minuti di pressione corretta, se gli episodi diventano frequenti e ripetuti nel tempo, se si verificano dopo un trauma al viso, o se si è in terapia con farmaci anticoagulanti, situazione in cui anche un piccolo sanguinamento merita una valutazione più attenta.
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