Chi cerca un integratore di magnesio si trova spesso davanti a una scelta poco intuitiva: citrato, bisglicinato, ossido, cloruro, pidolato… gli scaffali (fisici e virtuali) sono pieni di sigle e nomi chimici che sembrano promettere qualcosa di diverso l’uno dall’altro. In realtà, il claim EFSA associato al magnesio resta lo stesso in tutti i casi: quello che cambia tra le forme riguarda altri aspetti pratici, che vale la pena conoscere prima di scegliere.
Il claim EFSA non cambia in base alla forma
Che si tratti di citrato, bisglicinato o altre forme, il magnesio elementare contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento, al normale funzionamento del sistema nervoso e dei muscoli, al normale metabolismo energetico e all’equilibrio elettrolitico. Questi claim EFSA riguardano il magnesio in quanto minerale, non una forma chimica specifica: nessuna forma può quindi vantare un claim “più forte” o diverso dalle altre, per quanto il linguaggio di marketing possa a volte suggerire il contrario.
Questo è un punto importante da tenere a mente quando si confrontano prodotti diversi: la forma chimica non aggiunge né toglie nulla al claim salutistico autorizzato. Ciò che davvero fa la differenza, in termini di scelta, sono gli aspetti pratici legati alla resa e alla tollerabilità, di cui parliamo qui sotto.
Cosa cambia davvero tra le forme
Quello che varia da una forma all’altra è soprattutto la quantità di magnesio elementare presente per ogni grammo di composto (la cosiddetta “resa”), e la tollerabilità gastrointestinale. Il magnesio ossido, ad esempio, contiene una percentuale più alta di magnesio elementare per grammo rispetto al citrato o al bisglicinato: sulla carta, sembrerebbe la scelta più efficiente. Nella pratica, però, è generalmente considerato meno facile da assorbire e più soggetto a causare disturbi intestinali, soprattutto alle dosi più elevate, perché il magnesio non assorbito richiama acqua nell’intestino.
Il bisglicinato, in cui il magnesio è legato all’amminoacido glicina, è spesso scelto da chi ha uno stomaco più sensibile, perché questa forma tende a essere meglio tollerata e associata a un minor rischio di effetto lassativo. Il citrato si colloca in una posizione intermedia tra le due: è una delle forme più diffuse sul mercato, apprezzata per un buon equilibrio tra tollerabilità, costo e praticità d’uso, ed è disponibile anche in polvere, comoda per chi vuole dosare liberamente la propria assunzione sciogliendola in acqua.
Quale forma scegliere
Non esiste una forma “migliore in assoluto”: la scelta dipende dalla propria tollerabilità individuale, dalla praticità del formato preferito (compresse o polvere), dal budget e dalle proprie abitudini quotidiane. Chi ha già sperimentato disturbi intestinali con altre forme di magnesio può trovare nel bisglicinato un’alternativa più delicata; chi preferisce la flessibilità di dosare liberamente può orientarsi verso il citrato in polvere.
Il nostro Magnesio Bisglicinato è pensato per chi cerca una forma generalmente ben tollerata, mentre il Magnesio Citrato in polvere è indicato per chi preferisce la flessibilità di dosaggio. In ogni caso, le dosi effettive di magnesio elementare sono sempre indicate in etichetta, ed è quel numero, non il nome della forma chimica, il dato più importante da verificare prima dell’acquisto: due prodotti con la stessa forma possono infatti contenere quantità di magnesio elementare molto diverse tra loro.


