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Il cromo è un oligoelemento di cui l’organismo ha bisogno in quantità molto piccole, ma la sua funzione resta specifica e importante. È tra i minerali meno raccontati negli integratori, eppure una piccola accortezza nel modo in cui lo si assume può fare la differenza: assumerlo insieme ai pasti principali, invece che a stomaco vuoto, è generalmente la scelta più indicata.

Broccoli freschi, alimento fonte di cromo

Un minerale che lavora insieme al pasto

Il cromo, nella forma più utilizzata negli integratori alimentari (il cromo picolinato), è coinvolto in alcuni dei processi che l’organismo attiva proprio nel momento in cui si mangia. Assumerlo a stomaco vuoto non è pericoloso, ma può risultare meno gradito a chi ha uno stomaco sensibile, un effetto comune a molti minerali in forma concentrata. Distribuire l’assunzione durante o subito dopo un pasto principale è quindi una buona abitudine pratica, oltre che una scelta di semplice buon senso per chi tende a dimenticarsi le compresse se non le associa a un momento fisso della giornata.

Cosa contribuisce davvero il cromo, nelle dosi corrette

Assunto nelle quantità che raggiungono la soglia prevista dalla normativa, il cromo contribuisce al mantenimento di livelli normali di glucosio nel sangue e al normale metabolismo dei macronutrienti. È il caso, ad esempio, di Inositolo 40:1 Complete Noebis Pharma, che nella sua formula in polvere abbina Myo-Inositolo e D-Chiro-Inositolo nel rapporto 40:1 a vitamine B6, B12 e D3, folato, zinco e cromo: il cromo contribuisce al mantenimento di livelli normali di glucosio nel sangue e al normale metabolismo dei macronutrienti, la vitamina B6 alla regolazione dell’attività ormonale, lo zinco alla normale fertilità e riproduzione, e le vitamine B6 e B12 alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento. La dose giornaliera indicata è di un misurino da 4 g, da sciogliere preferibilmente durante un pasto.

Un’abitudine semplice da adottare

Non serve calcolare l’orario esatto rispetto al pasto: basta associare l’assunzione a un momento fisso della giornata, come la colazione o il pranzo, per renderla un’abitudine costante e ben tollerata. Come sempre, in caso di gravidanza, allattamento, patologie (in particolare diabete o alterazioni della glicemia) o terapie farmacologiche in corso, il consiglio del medico o del farmacista resta il punto di riferimento più sicuro prima di iniziare un’integrazione.