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È una delle domande più comuni tra chi prova per la prima volta un integratore di Omega 3: perché, a distanza di un po’ di tempo dall’assunzione, capita di avvertire un retrogusto di pesce? Non è un difetto del prodotto né un segnale di scarsa qualità: è un effetto noto legato alla natura stessa dell’olio di pesce, ed esistono alcuni accorgimenti pratici che possono aiutare a ridurlo.

Filetto di salmone fresco su carta da forno, fonte di Omega 3
Foto di Caroline Attwood su Unsplash (licenza Unsplash, uso gratuito)

Un effetto legato all’ingrediente, non alla qualità del prodotto

L’olio di pesce, come qualunque olio, può risalire lievemente lungo l’esofago dopo l’assunzione, un fenomeno noto come reflusso post-prandiale, che in questo caso porta con sé anche l’aroma caratteristico del pesce. È un effetto conosciuto e diffuso, che non dipende dalla qualità della materia prima né indica un problema di digestione: è semplicemente una caratteristica comune ai prodotti a base di olio di pesce in generale, indipendentemente dal marchio.

Cosa dice davvero l’etichetta

Per un prodotto come Omega 3 EPA + DHA, la modalità d’uso indicata è semplice: una o due perle al giorno, da deglutire con acqua. Non è specificato un obbligo di assumerlo a stomaco vuoto o pieno, il che lascia margine per trovare la propria strategia più comoda contro il retrogusto.

Alcuni accorgimenti pratici

Alcune abitudini possono aiutare a ridurre la sensazione di retrogusto: assumere le perle durante o subito dopo un pasto, invece che a stomaco vuoto, così che si mescolino con il resto del cibo; dividere la dose giornaliera in due momenti diversi della giornata, anziché assumerla tutta insieme; conservare la confezione in un luogo fresco, poiché temperature più basse possono aiutare le perle a mantenere l’integrità dell’involucro più a lungo dopo l’ingestione. Sono accorgimenti pratici di buon senso, non sostituiscono in alcun modo la modalità d’uso indicata in etichetta, che resta il riferimento principale.

Cosa contribuiscono davvero EPA e DHA

Al di là del retrogusto, vale la pena ricordare cosa apportano davvero questi due acidi grassi: EPA e DHA contribuiscono alla normale funzione cardiaca, con effetto benefico ottenuto assumendo 250 mg al giorno di ciascuno; il DHA contribuisce inoltre al mantenimento della capacità visiva normale, sempre con la stessa soglia di 250 mg giornalieri. Con la dose di 2 perle al giorno di Omega 3 EPA + DHA, queste condizioni d’uso sono soddisfatte.

Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano. Prodotto formulato per un utilizzo in età adulta.