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Tra le vitamine del gruppo B, la niacina (vitamina B3, conosciuta anche come vitamina PP) ha una particolarità che la distingue da quasi tutte le altre: il corpo umano è in grado di sintetizzarne una piccola parte a partire dal triptofano, un amminoacido presente nelle proteine alimentari. Non è un’autosufficienza completa, la niacina va comunque introdotta con la dieta, ma questa capacità parziale di autoproduzione racconta già qualcosa di interessante su come funziona questo nutriente nell’organismo.

Una storia legata a un’epidemia dimenticata

Nella storia della nutrizione, la niacina è associata alla pellagra, una malattia da carenza che colpì duramente le popolazioni la cui alimentazione si basava quasi esclusivamente sul mais, un cereale povero sia di niacina biodisponibile sia di triptofano. La scoperta di questo legame, nei primi decenni del Novecento, fu uno dei tasselli fondamentali che portarono a comprendere il ruolo essenziale di questa vitamina, oggi raro nei paesi con un’alimentazione varia ma comunque istruttivo per capire quanto la niacina sia legata a doppio filo alla qualità della dieta.

Cosa fa davvero nel corpo

La niacina è un componente essenziale di due coenzimi, NAD e NADP, coinvolti in centinaia di reazioni metaboliche legate alla produzione di energia dalle sostanze nutritive. L’EFSA, l’autorità europea per la sicurezza alimentare, riconosce alla niacina diverse indicazioni sulla salute autorizzate quando l’apporto raggiunge la soglia che le giustifica: contribuisce al normale metabolismo energetico, al normale funzionamento del sistema nervoso, alla normale funzione psicologica, al mantenimento di pelle e mucose normali e alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento.

Dove si trova nell’alimentazione

Le fonti alimentari più ricche di niacina sono la carne, in particolare quella bianca come il pollo e il tacchino, il pesce, le arachidi e altra frutta secca, i funghi e i cereali integrali. Le arachidi, in particolare, si distinguono come una delle fonti vegetali più concentrate di questo nutriente, un dettaglio spesso poco conosciuto rispetto alla loro fama legata più ai grassi buoni che contengono.

Un nutriente che raramente compare da solo

Come la maggior parte delle vitamine del gruppo B, la niacina lavora meglio in un contesto di sinergia con le altre vitamine dello stesso gruppo, dato che intervengono spesso nelle stesse vie metaboliche legate alla produzione di energia. È il motivo per cui la si trova quasi sempre in formule multivitaminiche complete piuttosto che come integratore a sé stante.

Come trovarla in un integratore, con il claim reale

Per chi cerca un apporto di niacina all’interno di una formula più ampia dedicata alle vitamine del gruppo B, Noebis Pharma propone B-Complex Completo con Vitamina C, che riunisce sette vitamine del gruppo B, inclusa la niacina, insieme alla Vitamina C. Nella formula, le vitamine B2, B3, B5, B6, B9, B12 e C contribuiscono alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento, alla dose giornaliera di una compressa indicata in etichetta.

Il claim riguarda specificamente i nutrienti effettivamente presenti nella formula, incluso la niacina, alle quantità che la normativa europea riconosce come sufficienti a giustificarlo: non un’indicazione generica sul prodotto nel suo insieme, ma il riflesso diretto di ciò che quel gruppo di vitamine, alla dose indicata, è autorizzato a dichiarare insieme.

Una vitamina che il corpo aiuta a costruire, ma non basta a sé

La capacità del corpo di produrre una piccola quota di niacina dal triptofano non deve trarre in inganno: senza un apporto alimentare adeguato, questa produzione interna non è sufficiente a coprire il fabbisogno quotidiano. Conoscere questa vitamina, e le sue fonti alimentari più concentrate, aiuta a inserirla consapevolmente in un’alimentazione varia, senza doverci pensare troppo.