Negli ultimi anni la spermidina è diventata una delle parole più cercate nel mondo della nutrizione legata alla longevità, complice l’entusiasmo attorno al tema dell’autofagia cellulare. Il nome, in realtà, non ha nulla di misterioso: fu isolata per la prima volta nel liquido seminale umano nel Seicento, da cui deriva il nome che porta ancora oggi. Ma la spermidina non è affatto una sostanza esotica o rara: è una molecola che il nostro corpo produce autonomamente e che si trova, in quantità diverse, in moltissimi alimenti comuni. Vediamo che cos’è davvero, dove si trova e – soprattutto – che cosa dice la ricerca scientifica, distinguendo con chiarezza gli studi di laboratorio dalle evidenze sull’uomo.
Che cos’è la spermidina
La spermidina è una poliammina, una piccola molecola organica presente in tutte le cellule viventi, dai batteri alle piante fino all’uomo. Il corpo umano la sintetizza autonomamente a partire da altri precursori (come la putrescina e la metionina), e la sua produzione endogena tende fisiologicamente a diminuire con l’avanzare dell’età, un dato osservazionale che ha alimentato buona parte dell’interesse scientifico recente. Oltre alla sintesi interna, la spermidina viene introdotta anche con la dieta e prodotta dai batteri del microbiota intestinale.
Dove si trova negli alimenti
La spermidina è ampiamente distribuita nell’alimentazione comune. Le fonti più ricche, secondo le tabelle nutrizionali disponibili in letteratura, includono:
- Germe di grano, tra gli alimenti in assoluto più concentrati;
- Soia e derivati fermentati, in particolare il natto (soia fermentata tipica della cucina giapponese);
- Funghi, comprese le varietà più comuni reperibili al supermercato;
- Formaggi stagionati a lungo, in cui la fermentazione ne aumenta la concentrazione;
- Legumi come piselli e lenticchie;
- Cereali integrali e alcuni ortaggi come broccoli e cavolfiori;
- Frutti come il mango e il pompelmo, in quantità minori.
Una dieta varia, ricca di vegetali, legumi e cereali integrali, fornisce quindi normalmente una quota di spermidina alimentare, senza bisogno di alimenti particolari o esotici.
Cosa dice davvero la ricerca scientifica
L’interesse scientifico per la spermidina nasce soprattutto da due filoni di ricerca distinti, che è importante non confondere:
- Studi su modelli semplici e animali: a partire dai lavori del gruppo guidato da Frank Madeo all’Università di Graz, la spermidina somministrata a lieviti, vermi (C. elegans), moscerini della frutta e topi da laboratorio ha mostrato la capacità di indurre l’autofagia, il processo cellulare di “pulizia” e riciclo dei componenti danneggiati, per il quale Yoshinori Ohsumi ha ricevuto il Premio Nobel per la Medicina nel 2016 (per studi sull’autofagia in generale, non specificamente sulla spermidina). In questi modelli semplici sono stati osservati anche aumenti della durata di vita media. Si tratta però di organismi molto diversi dall’uomo, e i risultati non sono automaticamente trasferibili;
- Studi osservazionali sull’uomo: lo studio prospettico di popolazione condotto a Bressanone (Bruneck Study, Kiechl et al., pubblicato su American Journal of Clinical Nutrition nel 2018) ha osservato un’associazione tra maggiore assunzione alimentare di spermidina e minore mortalità cardiovascolare in un campione di oltre 800 persone seguite per anni. È un dato osservazionale rilevante, ma per sua natura non dimostra un rapporto di causa-effetto: le persone che assumono più spermidina con la dieta tendono spesso ad avere anche un’alimentazione complessivamente più ricca di vegetali, un fattore di per sé associato a migliori esiti di salute.
Ad oggi non esistono studi clinici randomizzati e controllati su larga scala che dimostrino, nell’uomo, un effetto diretto e specifico della supplementazione di spermidina isolata su longevità, funzione cognitiva o rischio cardiovascolare. La ricerca è attiva e in evoluzione, ma la distanza tra “induce autofagia in un verme” e “allunga la vita umana” resta oggi scientificamente enorme.
Nessun claim autorizzato: cosa non si può (e non si deve) dire
La spermidina non compare nel Registro europeo dei claim nutrizionali e sulla salute (EU Register on Nutrition and Health Claims, Regolamento CE 1924/2006) con alcuna indicazione salutistica autorizzata dall’EFSA. Questo significa che è scorretto, e vietato dalla normativa, affermare che un integratore di spermidina “combatte l’invecchiamento”, “previene le malattie cardiovascolari” o “allunga la vita”: nessuna di queste affermazioni ha oggi una base regolatoria autorizzata, indipendentemente da quanto siano popolari online.
Domande frequenti
La spermidina è la stessa cosa dello sperma?
No. Il nome deriva dal fatto che fu isolata per la prima volta in quel fluido biologico nel XVII secolo, ma la molecola è presente in tutte le cellule di piante e animali, compresi moltissimi alimenti vegetali comuni.
Serve integrarla se si mangia già in modo vario?
Una dieta varia con legumi, cereali integrali, funghi e verdure fornisce già una quota di spermidina alimentare. Non esistono al momento linee guida ufficiali su un fabbisogno giornaliero specifico.
È sicura?
Come per qualunque estratto concentrato, dose e purezza contano. In presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile un confronto preventivo con il proprio medico o farmacista.
Il punto di Noebis Pharma
Noebis Pharma è un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore. Sul tema della longevità, un ambito in cui il marketing spesso corre più veloce della scienza, il nostro impegno è raccontare con chiarezza cosa sappiamo davvero e cosa resta ancora da dimostrare. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.
Fonti
- Kiechl S, et al. “Higher spermidine intake is linked to lower mortality: a prospective population-based study”, American Journal of Clinical Nutrition, 2018.
- Madeo F, et al. studi sull’autofagia indotta da spermidina in modelli animali, Università di Graz.
- Registro europeo dei claim nutrizionali e sulla salute (EU Register on Nutrition and Health Claims), Regolamento (CE) 1924/2006.
- EFSA – European Food Safety Authority, banca dati scientifica sui claim salutistici.
- Ministero della Salute – sezione integratori alimentari.



